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Cronaca mercoledì 07 dicembre 2016 ore 18:21

Pacemaker difettosi, in 4 richiamati nell'Empolese

Alle persone è stato impiantato un defibrillatore della multinazionale St Jude Medical. In tutta l'Ausl Toscana Centro sono 171 i pazienti interessati



EMPOLI — Sono 4 i pazienti residenti nell'Empolese Valdelsa che sono stati richiamati dal centro cardiologico di riferimento per un controllo sui defibrillatori della multinazionale St Jude Medical che gli erano stati impiantati.

Lo rende noto l'Ausl Toscana Centro in una nota stampa in cui annuncia che in totale nella zona di riferimento i pazienti in follow up sono 171: 113 nell’area fiorentina, 4 nell’area empolese, 34 in quella pistoiese e 20 in quella pratese. 

Il problema presentato da questi apparecchi è la scarica precoce della batteria. Tale fenomeno è stato rilevato in una piccolissima percentuale di dispositivi, intorno al 2 per 1000. L’allarme nasce dal fatto che si tratta di dispositivi salvavita. Infatti il defibrillatore cardiaco, oltre a svolgere la funzione di pacemaker e a regolare i ritmi lenti del cuore, può riconoscere anche una aritmia cardiaca a ritmi elevati ed iniziare una terapia elettrica per risolverla prima che diventi pericolosa per il paziente.

“I pazienti ai quali è stato impiantato il dispositivo sono stati tutti richiamati ed hanno seguito uno specifico percorso nelle cardiologie di riferimento in accordo con la nota ministeriale e con quanto indicato dalla Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC). Al momento la sostituzione del defibrillatore si è resa necessaria solo in circa il dieci per cento del totale complessivo dei pazienti – ha dichiarato Giovanni Maria Santoro, direttore delle cardiologie degli ospedali dell’area fiorentina -; tutti gli altri pazienti sono stati istruiti a riconoscere la funzione di allarme, consistente –ha spiegato lo specialista cardiologo- in una vibrazione prolungata che si attiva automaticamente circa 24-72 ore prima della scarica della batteria: se il paziente avverte questa particolare vibrazione dovrà mettersi direttamente in contatto con il suo centro cardiologico di riferimento”.

“Voglio quindi tranquillizzare tutti i pazienti portatori di questo strumento salvavita – ha aggiunto Santoro- perché la situazione è sotto controllo. Raccomando solo attenzione al segnale di allarme rappresentato dalla vibrazione prolungata dell’apparecchio”. 


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