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Attualità mercoledì 12 ottobre 2016 ore 16:59

Accoglienza profughi, 73 famiglie aprono le porte

Da sinistra Letizia Della Luna, Vittorio Bugli, Muhammed Wally e Andrea Ricotti responsabile del progetto accoglienza

Le disponibilità sono arrivate da otto province su dieci, in primis dal capoluogo. Zero telefonate da Prato e Pistoia



FIRENZE — E' stato presentato il primo progetto di accoglienza in famiglia. Muhammed Wally, 21 anni, fuggito dal Gambia più di un anno fa, dopo i primi mesi in Italia sarà ospitato da una famiglia che vive a Firenze. 

Il progetto di accoglienza in famiglia, in poco più di due mesi ha raccolto l'adesione di 73 famiglie che si sono fatte avanti per ospitare in casa un profugo. Altre 69 famiglie hanno invece messo a disposizione case o locali sfitti.

Al numero messo a disposizione dalla Regione per dare la disponibilità hanno telefonato diversi tipi di persone: coppie e single, famiglie con figli grandi e figli piccoli, giovani e anziani, lavoratori e pensionati. 

Curiosità: a farsi avanti c'è stata anche una coppia del Mali, da cinque anni residente in Toscana, regolare e con lavoro stabile, che accoglierebbe volentieri richiedenti asilo in casa.

Nello specifico il maggior numero di telefonate andate a buon fine è arrivato da Firenze e provincia, 31. Nelle altre province 10 da Grosseto, 9 da Pisa, 6 da Lucca, 4 da Livorno e Massa Carrara, 3 da Arezzo e 2 da Pistoia. Nessuna famiglia ha invece chiamato da Prato e Siena.

Il progetto di accoglienza diffusa prevede che le famiglie pensino al vitto (colazione, pranzo e cena) e all'alloggio, compresa la pulizia della biancheria. Gli enti gestori continuano, come ora, ad occuparsi del resto, ovvero corsi di lingua, servizi di accoglienza e pratiche burocratiche. Le prefetture firmano una sorta di contratto con gli enti gestori. Questi, a loro volta, siglano un patto di solidarietà con le famiglie. C'è pure un addendum, dove famiglie e gestori specificano ulteriori dettagli: la ripartizione, ad esempio, dei 35 euro al giorno erogati per ogni richiedente asilo dall'Unione europea (con il parziale contributo dello Stato). L'indicazione è di lasciare 19 euro al gestore, compresi i 2,5 di pocket money (che è la diaria giornaliera a disposizione dei migranti), e girare alle famiglie i 16 euro che rimangono, che saranno considerati come rimborso spese e dunque non tassabili. L'agenzia delle entrate già si è espressa positivamente al riguardo.

Servizio di Renè Pierotti


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