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Attualità mercoledì 08 aprile 2020 ore 10:00

Flagello Covid-19 sui vini della Toscana

calici vino

Ricavi spazzati via dall'emergenza sanitaria che ha fermato anche la stagione turistica. I Consorzi chiedono di attuare con urgenza il "Cura Italia"



FIRENZE — Anche il prezioso forziere costituito dai vini Dop e Igp della Toscana rischia di uscire disastrato dall'emergenza coronavirus. A lanciare l'allarme è Avito, l'associazione dei Vini Toscani Dop e Igp che, per voce del presidente Francesco Mazzei, ha chiesto all'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi di prendere subito provvedimenti urgenti per il settore. Che, tradotto in termini concreti, significa immettere liquidità per compensare i ricavi spazzati via dall'emergenza Covid: un flagello per i 22 Consorzi vitivinicoli della Toscana che vantano insieme un fatturato oltre il miliardo di euro e 100.000 addetti. 

Il problema, spiega l'associazione, è che i ricavi non ci sono mentre le attività in vigna e in cantina, con i relativi costi, vanno avanti. Oltretutto c'è il problema della stagione turistica che di solito in questo periodo inizia e che invece si prospetta "disastrosa". 

Queste le misure richieste espresse in una nota dall'associazione: immediata e forte immissione di liquidità nel sistema, con uno snellimento della burocrazia troppo lenta, posticipo delle scadenze fiscali e previdenziali, le moratorie sui mutui e l’accesso alla cassa integrazione in deroga che devono avere un orizzonte temporale più ampio perché gli effetti della crisi non saranno solo nel breve periodo. Si deve ragionare, spiega ancora l'associazione, sui 12/18 mesi ed è essenziale avere la proroga e la massima flessibilità degli investimenti - programmati con finanziamenti europei - senza perdere le risorse già previste.

Un’ altra misura per garantire ulteriori finanze alle imprese, spiega ancora Avito, potrebbe essere l’estensione dello strumento del pegno rotativo anche per i prodotti vitivinicoli a DO destinati a lunga maturazione, anche questo a fronte di fondi di garanzia nazionali o regionali.

"Il decreto Cura Italia e l’ultimo decreto liquidità sulla carta sono positivi ma devono avere i termini dell’urgenza per consentire alle nostre imprese di superare questo momento”, ha detto Mazzei -le aziende vitivinicole toscane, senza gli indispensabili introiti garantiti dalle vendite di vino e dall’attività̀ di accoglienza, si trovano a fronteggiare già̀ adesso una forte crisi di liquidità, mettendo a rischio non solo i propri bilanci, ma anche e soprattutto la propria sopravvivenza”.


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