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Cronaca lunedì 25 settembre 2017 ore 18:54

Il ciclone dei concorsi truccati

Sette docenti universitari ai domiciliari, altri 22 sospesi dalla professione. Il gip: "Totale spregio del diritto". Fedeli: "Andare fino in fondo"



FIRENZE — Si è abbattuta come un uragano sugli atenei italiani l'inchiesta sui concorsi per l'abilitazione all'insegnamento dei diritto tributario che, secondo la procura fiorentina, sarebbero stati pilotati da vari cartelli di docenti universitari per favorire la carriera di candidati a loro 'vicini' a discapito di altri più meritevoli in base ai titoli (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Sette professori ai domiciliari e ventidue interdetti dall'attività universitaria è solo il primo bilancio di un'indagine che ruota intorno a un reato, la corruzione, che appare ancora più deplorevole se consumato in un contesto che dovrebbe celebrare, per definizione, solo il merito. "Totale spregio del rispetto del diritto proprio da professori che sarebbero deputati ad insegnare il valore di esso" si legge nell'ordinanza con cui il gip del tribunale di Firenze Antonio Pezzuti ha disposto gli arresti e le interdizioni (per i nomi vedi qui sotto gli articoli collegati).

Nel corso delle indagini, le intercettazioni telefoniche di vari indagati hanno fatto emergere un sistema consolidato di "accordi corruttivi" che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, venivano siglati sottobanco in base al principio del 'do ut des': i concorsi venivano così vinti da candidati scelti da alcuni docenti e membri delle commissioni d'esame in base a interessi propri o delle associazioni di cui facevano parte e non in base al merito o alle norme di legge. E per raggiungere quest'obiettivo, sempre secondo gli investigatori, venivano non solo manipolate le valutazioni d'esame ma anche, se necessario, esercitate pressioni indebite sugli 'esclusi'. La stessa inchiesta è nata dopo la denuncia presentata da un ricercatore invitato a ritirarsi da un concorso per non ostacolare il candidato 'prescelto', dal curriculum assai meno prestigioso del suo.

"In questa vicenda voglio andare fino in fondo" ha commentato la ministra della pubblica istruzione Valeria Fedeli, annunciando entro ottobre un codice di comportamento a cui il suo ministero sta lavorando insieme all'Autorità anticorruzione.


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