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Attualità mercoledì 11 maggio 2016 ore 11:30

La Toscana 2.0 investe 40 milioni di euro

Sono stati finanziati 138 progetti dei tre bandi di 'Ricerca, sviluppo e innovazione' per grandi, piccole e medie imprese



FIRENZE — Finanziamenti regionali per automatizzare processi produttivi, introdurre nuovi materiali e sviluppare tecnologie informatiche nelle telecomunicazioni e nella fotonica. Sono i progetti dei bandi di Ricerca, sviluppo e innovazione della Regione chiusi nel 2015 e raccontati nel corso di un'iniziativa sulla Toscana che innova a Sant'Apollonia a Firenze. In totale sono stati finanziati 138 progetti per 43,6 milioni di euro.

Il bando 1 era riservato a progetti strategici di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati da grandi aziende in aggregazione con medie e piccole imprese, ed eventualmente in collaborazione con organismi di ricerca. Trentuno sono state le domande ammesse: 12 beneficeranno dei contributi della Regione per 16,5 milioni di euro.

Il bando 2 era invece riservato a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati da micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata, ed eventualmente in collaborazione con organismi di ricerca. In questo caso sono state 134 domande ammesse e 39 quelle finanziate con oltre 20 milioni di euro.

Infine il bando 3, riservato a progetti di innovazione realizzati da micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata, del manifatturiero e dei servizi, che ha cofinanziato tutti gli 88 progetti presentati, con 6,7 milioni di euro.

Durante il workshop sono stati presentati alcuni dei progetti che si sono aggiudicati i contributi. Nell'ambito ad esempio del bando 1 ha ricevuto 1,3 milioni di euro la cartiera lucchese Lucart per un progetto (LU.CE.RE., Lucart, Cellulose, Recovery) che si propone di mettere a punto un processo industriale altamente innovativo (primo in Italia ed Europa) per la trasformazione dei fanghi derivanti dal processo di trattamento della carta da macero in nuovi prodotti impiegabili in molti settori industriali, in particolare, quello dei compoud polimerici. Altro progetto cofinanziato (900 mila euro) con lo stesso bando è quello di Kedrion, azienda internazionale lucchese che raccoglie e trasforma il plasma umano per produrre e distribuire farmaci salvavita plasmaderivati utilizzati nel trattamento di malattie rare e patologie gravi quali l'emofilia e le immunodeficienze, per la messa a punto di metodi di purificazione di Fattore V plasmatico per la profilassi e la terapia degli episodi emorragici a carico dei soggetti carenti.

Riguardo al bando 2, ancora due sono stati i progetti presentati. Il primo è quello dell'azienda Seco Srl (AR), che ha beneficiato di un contributo di 854 mila euro per lo sviluppo del progetto FILME che ha come scopo creare un oggetto di design digitale ibrido, una lampada-home device a basso consumo, capace di illuminare gli ambienti con contenuti multimediali provenienti da internet. Un'idea che fa della luce e di una lampada non più solo solo uno strumento ma un elemento di arredo, infotainment e home-assistant, ideale anche per negozi, hotel e centri benessere.

Settecentosessantamila euro sono stati invece messi a disposizione per i-Waste (Informatization WAste System Treatment for Energy), proposto dal Waste Recycling Spa (PI), per innovare il sistema di produzione di un impianto di trattamento rifiuti, sia liquidi che solidi rendendo intelligente tutto il processo (selezione, movimentazione, triturazione, stabilizzazione dei rifiuti solidi e di depurazione dei liquidi) sfruttando le moderne tecnologie dell'informazione (l'oramai famosa 'internet of things') in modo da creare la base per lo sviluppo e la pianificazione di nuovi e più efficienti flussi di lavoro, nonché di logiche che ottimizzino le attività e nel contempo riducano i consumi energetici primari.

Le presentazioni si sono concluse con il bando 3: oltre 40 mila euro hanno premiato il progetto proposto da Geosolutions di Simone Giannecchini & c. Sas (LU), ovvero un servizio innovativo per il settore geospaziale che integri le funzionalità di una Spatial Data Infrastructure (SDI) interoperabile con quelle di una piattaforma di collezione e gestione di dati on-the-field, mentre 138 mila euro sono stati il contributo per il progetto ideato da da Nubess Srl (LU), denominato EFFICIENT PT, per la realizzazione di una piattaforma informatica per l'organizzazione e la gestione di circuiti interlaboratorio (Proficiency Test, PT) mediante uno strumento informatico di alto livello, in particolare nei settori pelli e cuoio e emissioni in atmosfera che ad oggi risultano scoperti da questa tipologia di attività. L'innovativa piattaforma permetterà di avere a disposizione un'interfaccia web, di facile accesso e di immediata consultazione. Il sistema informatico, in modo del tutto innovativo, rappresenterà un'interfaccia tra un sistema gestionale interno ai laboratori che organizzano le attività di test ed i clienti che avranno bisogno di partecipare a tali attività.


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