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martedì 23 aprile 2019

Politica martedì 13 dicembre 2016 ore 14:05

Rossi è pronto per la corsa alla segreteria Pd

Matteo Renzi ed Enrico Rossi

Il governatore: "Il congresso si farà e mi va bene che si svolga a marzo. Ma io mi candido a segretario del Pd, non alla presidenza del Consiglio"



FIRENZE — Nel pieno della crisi deflagrata nel Pd dopo la batosta referendaria, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ribadisce la sua volontà di candidarsi a segretario nazionale dei dem in alternativa all'attuale leader, l'ex premier Matteo Renzi. 

Per domenica prossima è in programma l'assemblea del partito che potrebbe dare il via libera a un congresso nazionale e quindi all'elezione di un nuovo leader da tenersi entro marzo, con tanto di primarie ma senza il preventivo passaggio nelle sezioni locali e nei circoli regionali. Un'accellerata per risolvere una volte per tutte le contrapposizioni fra le varie correnti intestine, una resa dei conti fra renziani e minoranza dem sollecitata anche da Renzi in sede di direzione Pd.

"Il congresso si farà e mi par di capire si terrà entro marzo, ci sono già fatte delle date - ha dichiarato Enrico Rossi intervistato da Controradio - Comunque vada, dico che va bene. Almeno è una situazione che si sblocca e gli elettori, i cittadini, i compagni e i militanti potranno dire la loro. Io comunque sono candidato alla segreteria del Pd, non a capo del governo. Si potranno articolare proposte diverse. Io farò la mia. Tutti parlano ma nessuno si è ancora impegnato a far vedere quali sono le idee, le motivazioni che giustificano una candidatura alla segreteria del Pd. Io queste cose le ho scritte in un volumetto e adesso ci batteremo". 

 "Io mi auguro che sia un congresso dove non ci si presenta solo con tre foglietti - ha proseguito Rossi - ma dove ci si presenta con un'idea di paese, delle risposte da dare al paese, con un'idea di partito, lasciato troppo spesso sullo sfondo".

"Spero che, come Partito democratico, non si debba pagare troppo la continuità con il governo Renzi - ha detto ancora il governatore  - Non dobbiamo correre il rischio, che invece stiamo correndo, di arroccarci nel palazzo. Sarebbe un errore pesantissimo come la rottura prodotta dal risultato elettorale. Il governo Gentiloni deve durare quanto basta. Forse conveniva marcare una discontinuità rispetto al governo Renzi in modo da dare un'idea di un governo di transizione".

Sempre rispondendo alle domande di Controradio, Rossi ha negato l'intenzione di candidarsi alle prossime politiche. "Io non ci penso nemmeno a fare il deputato - ha detto Rossi - Se diventerò segretario del Pd manterrò il mio impegno in Regione ma non ne avrò altri. Se abbiamo avuto un presidente del Consiglio che ha dovuto girare il mondo per governare e ha fatto anche il segretario del partito, la Toscana non potra' che guadagnarci dal fatto che io faccia anche il segretario del Pd".

Qualora vincesse la corsa a segretario del Pd, Rossi ha dichiarato che non appoggerebbe un'eventuale candidatura a premier di Matteo Renzi.

"Credo che il Pd abbia bisogno di una persona che si metta a pensare seriamente a come ricostruire il partito, a come ricostruire anche le alleanze - ha concluso Rossi -  Non c'e' solo il Pd a sinistra, ci sono anche altre forze, Pisapia si è fatto avanti e poi ce ne possono essere altre. L'antirenzismo di maniera ha stuccato tutti, bisogna entrare nel merito delle politiche che sono state fatte e di quelle che si vogliono fare. E, sia chiaro, qualora io sconfiggessi Renzi al congresso, al momento di fare il nome del candidato alla presidenza del Consiglio, io non proporrei il suo".

ENRICO ROSSI SU NUOVO GOVERNO GENTILONI E CONGRESSO PD - dichiarazione


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