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mercoledì 21 agosto 2019

Attualità giovedì 06 giugno 2019 ore 13:52

Salvini, i giudici e i pm irritati da un tweet

Il ministro Matto Salvini e la presidente della Corte d'Appello Margherita Cassano

La presidente della Corte d'Appello di Firenze difende la giudice criticata dal ministro che oggi, con un tweet, ha irritato anche la procura di Prato



FIRENZE — Da una parte un ministro dell'interno che mette all'indice tre giudici che a suo avviso osteggiano le politiche del governo sulla sicurezza e l'immigrazione. Dall'altro la magistratura che respinge le critiche al mittente, levando gli scudi in difesa dell'indipendenza della categoria. E ad aggiungere tensione a tensione, lo stesso ministro che, in un tweet, esulta per l'arresto di dieci cinesi a Prato quando in realtà gli arrestati erano in quel momento solo tre, provocando l'irritazione della locale procura che avrebbe preferito mantenere il riserbo sull'operazione fino a quando non fosse stata portata a termine, per non comprometterne l'esito.

Il ministro in questione è il vicepremier Matteo Salvini. I giudici contestati sono tre, tutte donne, e due lavorano a Firenze: Luciana Breggia, presidente della sezione specializzata per l’immigrazione e la protezione internazionale del tribunale del capoluogo, lo scorso 15 maggio ha negato la possibilità al Ministero dell'interno di fare ricorso contro l'iscrizione di un richiedente asilo all’anagrafe di Scandicci; Rosaria Trizzino è invece la presidente della seconda sezione del Tar Toscana, quella che ha bocciato l'ordinanza prefettizia che aveva istituito a Firenze 17 zone rosse in cui i pregiudicati per alcuni tipi di reati non potevano stazionare. La terza giudice è Matilde Betti del Tribunale di Bologna che ha emesso una sentenza analoga a quella di Breggia.

Rispondendo a un giornalista in una trasmissione di una rete Mediaset, il ministro Salvini oggi ha dichiarato: "Non faccio liste di proscrizione dei giudici ma prendo atto del fatto che, su migliaia di giudici che fanno onestamente il loro lavoro, qualcuno invece fa politica, scrive libri e va a convegni a favore delle porte aperte all'immigrazione".

Una presa di posizione che ha innescato reazioni e polemiche a tutti i livelli. La presidente della Corte d'Appello di Firenze Margherita Cassano ha chiesto l'intervento del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, a tutela della collega Breggia, "per riaffermare la linea legittima dell'operato del magistrato e ristabilire il rispetto reciproco fra le istituzioni". 

"Ritengo doveroso intervenire in ordine al linciaggio morale cui è ingiustamente sottoposta la dottoressa Luciana Breggia - ha spiegato Cassano - Il Viminale poteva costituirsi in giudizio nella causa per l'iscrizione all'anagrafe del richiedente asilo. Invece questa facoltà non è stata esercitata, comportandone la decadenza. Inoltre il provvedimento era stato adottato da un collegio composto da tre giudici e la dottoressa Breggia è stata l'estensore delle motivazioni in cui peraltro è riconoscuto espressamente il potere del Ministero dell'interno".

Pe quanto riguarda invece Prato, il tweet di Salvini riguardava alcuni arresti ordinati dalla procura e relativi a una rissa fra bande rivali cinesi che risale all'estate scorsa. "Si erano fronteggiati a Prato con coltelli e pistole per il controllo della prostituzione - ha twittato il ministro di prima mattina - Dieci cinesi, fra cui sei clandestini, sono stati arrestati. Grazie ai carabinieri! Nessuna tolleranza per i delinquenti: per loro la pacchia è finita".

Tre ore dopo si viene a sapere che su dieci ordinanze di custodia cautelare i carabinieri ne avevano eseguite solo tre e che la procura era assai irritata per l'anticipazione via social del ministro.

Ma come mai Salvini ha avuto tanta fretta di commentare su Twitter la notizia? Stasera il leader leghista sarà a Prato per un evento a sostegno del candidato del centrodestra al ballottaggio delle amministrative 2019 in programma per domenica 9 Giugno. Appuntamento elettorale che riguarda in Toscana 17 Comuni con più di 15mila abitanti e il cui esito è determinante per fotografare il reale consenso della Lega e del Pd nella ormai ex regione rossa. 

Insomma, la Toscana val bene un tweet.



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