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Attualità domenica 21 giugno 2020 ore 11:00

Licenziato dopo l'intervista, scoppia la bufera

A denunciare il licenziamento di un operatore sanitario del Torregalli la Cisl. Il fatto ha suscitato polemiche. Centrodestra sul piede di guerra



FIRENZE — La vicenda del delegato Cisl dell'ospedale San Giovanni di Dio di Firenze licenziato per un'intervista televisiva dove avrebbe evidenziato rischi da Covid per il personale, ha scatenato una vera e propria bufera politica. 

Secondo quanto denunciato da una nota stampa della Cisl Toscana, la Asl lo avrebbe licenziato "accusandolo, senza alcuna prova, di aver rilasciato un'intervista al Tg2 sulla gestione dell'emergenza Coronavirus all'ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli (Firenze)". 

"Un atto - continua Cisl - di una gravità inaudita per il quale la Cisl non solo supporterà il lavoratore con tutti i mezzi possibili nella vertenza individuale per ottenere l'immediato reintegro, ma ha già presentato un ricorso davanti al tribunale di Firenze per comportamento antisindacale". A rendere noto il fatto la nota congiunta a firma dei segretari Cisl Riccardo Cerza (Toscana), Roberto Pistonina (Firenze-Prato), Marco Bucci (Fp Toscana) e Nicola Burzio (Firenze-Prato).

Il fatto ha sollevato non poche polemiche ed è subito diventato un caso politico, con il centrodestra sul piede di guerra. A partite dal leader della Lega Matteo Salvini, che in una nota ha affermato: "L'Asl Toscana Centro ha licenziato un dipendente, accusandolo di aver rilasciato una intervista al Tg2 sulla gestione dell'emergenza-Covid senza autorizzazione. Se fosse successo in una regione governata dalla Lega sarebbe scoppiato il putiferio su scala nazionale. Solidarietà al dipendente censurato. In Toscana è arrivato il momento di cambiare aria".

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri parla di un atto "Sovietico e intollerabile il licenziamento di un delegato sindacale della Cisl da parte della Asl Firenze Prato. Si tratta di una condotta illegittima per la quale, con una interrogazione ai ministri del Lavoro e della
Salute, chiedo un intervento immediato contro un atto di grave censura. Nel regno del presidente toscano Rossi, recentemente al
centro di indagini, la verità dà fastidio". 

Anche il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli punta il dito contro "La sinistra alla guida della Regione Toscana non smentisce mai la sua arroganza: licenziare un sindacalista per un'intervista è semplicemente vergognoso, un atto in perfetto metodo stalinista".

Stefano Mugnai, deputato di Forza Italia e coordinatore regionale Forza Italia Toscana ha annunciato una interrogazione: "Come Forza Italia andremo fino in fondo per conoscere la verità sia in Consiglio regionale che in Parlamento, ed appena avremo la risposta dal Governo alla mia interrogazione, metteremo tutta la cittadinanza a conoscenza, con l'obiettivo di agire affinché una vicenda simile non si ripeta più in futuro e sia risolta positivamente per il sindacalista".

"Ancora una volta, invece che farsi carico dell’ennesima denuncia relativa al malfunzionamento del sistema sanitario regionale, la ASL ha preferito adottare il sistema punitivo della censura e della minaccia con il placet della sinistra al potere che in questi anni non ha fatto altro che trasformare la sanità toscana in un poltronificio per quadri e dirigenti tagliando invece su medici, infermieri, operatori sanitari e reparti ospedalieri”, ha commentato l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi.


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