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Attualità martedì 06 luglio 2021 ore 18:55

Ancora chiusi, la protesta dei locali da ballo

Rappresentano 150 imprese e 16mila addetti solo in Toscana, tutti fermi da un anno e mezzo. Hanno chiesto una data per riaprire le piste da ballo



FIRENZE — Il mondo della notte protesta per la mancata riapertura dei locali da ballo, lo ha fatto con un presidio a Firenze, davanti alla sede Rai. La manifestazione si è svolta in contemporanea in altre città come ad esempio a Bologna.

I titolari dei locali da ballo della Toscana, 150 imprese attorno alle quali operano 16mila dipendenti, chiedono al governo di fissare una data di ripartenza anche per le discoteche.

Il vicepresidente del Sindacato Italiano Locali da Ballo di Confcommercio Toscana Riccardo Tarantoli, presidente fiorentino della categoria ha dichiarato “Si balla negli assembramenti di piazza, nelle feste private e nei rave party illegali tranne che nei locali da ballo, ancora chiusi per decreto e senza alcuna prospettiva certa di riapertura. È una condanna al silenzio che colpisce nella sola Toscana 150 imprese, tra discoteche e sale da ballo, e 16mila addetti tra dipendenti fissi, stagionali e indotto. 100mila in tutta Italia”.

Il 90 per cento dei locali è chiuso dal 23 Febbraio 2020.

"Solo il 10 per cento ha approfittato della brevissima finestra di riapertura dell’estate scorsa, subito richiusa. Siamo fermi senza entrate da un anno e mezzo, con le uscite che continuano a girare tra utenze, affitti e il resto. Non ce la facciamo più. E nel frattempo i nostri dipendenti sono in cassa integrazione; qualcuno ha deciso di percorrere altre strade perché non poteva più aspettare. Nel 2019 abbiamo sviluppato un fatturato di 500milioni di euro a livello toscano. La pandemia si è portata via tutto e i ristori finora hanno coperto le perdite solo per un misero 5 per cento” ha sottolineato Tarantoli.

Il presidente Silb ha concluso “Il Comitato Tecnico Scientifico ha espresso parere favorevole alla riapertura dei locali all’aperto con green pass obbligatorio per i clienti. Ma il Governo ancora non ha deciso come muoversi. I nostri locali sono gli unici autorizzati per legge ad accogliere il ballo; sono sicuri, controllati e controllabili. Eppure, sono fermi e silenziosi mentre la movida è ripartita e il fenomeno dell’abusivismo dilaga. Continuare ad impedirci di lavorare significa mettere a repentaglio anche la sicurezza e la qualità del divertimento notturno, che pure in Toscana ha una grande tradizione”. 

Da Roma è intervenuto anche il presidente nazionale di Silb Fipe Maurizio Pasca “Ormai si balla dappertutto, tranne nei locali nati per ballare. Si tratta si un’ipocrisia bella e buona alla quale il governo ha il dovere di porre fine immediatamente. Abbiamo bisogno di una data certa nella quale le discoteche potranno finalmente accogliere le persone, garantendo loro sicurezza e rispetto dei protocolli sanitari. Tutto il resto è abusivismo, senza regole né controlli. Non si capisce come il governo possa tollerare questo stato di cose. Si tratta di fenomeni che segnaliamo da mesi, in spiaggia, nelle piazze, e che con la fine del coprifuoco sono ovviamente aumentati. In tutta Europa i locali sono stati riaperti mentre in Italia rimangono chiusi, ormai da 17 mesi, nonostante il Cts abbia dato il suo via libera. Perché? Qual è la ratio alla base di certe scelte?”.

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