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Attualità domenica 30 maggio 2021 ore 17:10

Baggio un idolo ma il divin codino divide i tifosi

Grande successo per il film sulla vita di Roberto Baggio ma i tifosi si sono divisi tra chi ha pianto e chi si aspettava una telecronaca dettagliata



FIRENZE — Roberto Baggio è l'idolo del calcio italiano, la conferma è arrivata dalla pellicola di Letizia Lamartire dedicata alla vita del campione, interpretato da Andrea Arcangeli. Un film di 90 minuti senza tempi supplementari ma con i rigori. Anzi, un rigore mandato alle stelle.

Il film è uscito a fine Maggio su Netflix ed i social ne hanno parlato e continuano a rimbalzare recensioni in tutto lo stivale ad iniziare proprio da Firenze dove i tifosi viola si aspettavano di rivivere la seconda metà degli anni '80 con la fantasia delle giocate all'Artemio Franchi e con Firenze da sottrarre per una volta alla scenografia dei Medici. Avrebbero voluto emozionarsi per la coppia con Stefano Borgonovo. Avrebbero voluto rivedere tutte le 39 reti segnate, anche quelle con la casacca che aveva impresso il giglio tagliato a metà da un "F". 

Non solo. C'è chi si è lamentato di non aver visto Baggio che lascia Firenze tra le lacrime, i fischi e la rabbia dei tifosi. Volevano rivedere Baggio che rifiuta di andare a Torino ma poi parte, che rifiuta la sciarpa bianconera al collo e alla prima partita con la Fiorentina rifiuta di calciare un rigore, esce e si china a raccogliere una sciarpa viola dall'erba. Non c'è nulla di tutto questo.

Non ci sono le reti in bianconero, oltre 70, e questo ha scontentato anche i tifosi della Juventus dopo avere lasciato dispiaciuti i vicentini per l'assenza di riferimenti al Lanerossi Vicenza ed alla città. Non c'è il Baggio rossonero al Milan, non c'è il Baggio di Bologna con 22 reti segnate e non c'è il Baggio dell'Inter ma c'è la rinascita nel Brescia di Carletto Mazzone interpretato da un sorprendente Martufello.

Non c'è il Baggio di Italia '90 che con la Cecoslovacchia segna una delle reti più belle mai viste ai mondiali e che fa gli assist e a Bari, nella sfida per il terzo posto, dopo avere marcato lascia tirare a Totò Schillaci il rigore per la rete che lo incorona capocannoniere del Mondiale. Ad un certo punto Baggio è già pallone d'oro e si prepara ad andare ai mondiali di Usa '94. 

Tutto il film ruota attorno al rigore mandato alle stelle in una partita da 40 gradi all'ombra con il ghiaccio secco appeso ad ogni muscolo del corpo. 

Non c'è neppure il Baggio di Francia '98 da far venire i brividi a Barthez che nemmeno un colpo di testa di Zidane a Materazzi. 

C'è l'uomo e non il campione e per capirlo bastava ascoltare lo straordinario brano di Diodato "Più di vent'anni ad aspettare quel rigore per poi scoprire che la vita era tutta la partita". 

Per questo motivo Roberto Baggio si è emozionato e tanti hanno scritto "Ha pianto guardando il film". Così hanno fatto forse tutti quelli che amano il magico mondo del pallone alla maniera di Nereo Rocco "Nel calcio come nella vita".

Antonio Lenoci
© Riproduzione riservata


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