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Cultura giovedì 18 agosto 2016 ore 15:03

Khaled al Asaad, protettore di Palmira

Servizio di Serena Margheri

​Il mondo dell'arte ha ricordato il direttore e archeologo del sito di Palmira, in Siria, ucciso dai gruppi jihadisti il 18 agosto del 2015



FIRENZE — Il mondo dell'arte e della cultura ha ricordato Khaled al Asaad, direttore e archeologo del sito Unesco di Palmira, in Siria, torturato e ucciso dai gruppi jihadisti dello Stato Islamico il 18 agosto del 2015. Ad un anno dal suo assassinio la Galleria degli Uffizi ha voluto omaggiare questo difensore del patrimonio archeologico mondiale, un modo per condannare la barbarie del Califatto e per non dimenticare l'archeologo 82enne che per cinquant'anni ha custodito il sito archeologico siriano.

"Oggi è un anno dalla morte, terribile, di Al-Asaad - ha ricordato Schmidt -, che ha speso tutta la sua vita in difesa del patrimonio archeologico di Palmira, e con esso di tutta l''umanità. Oggi vogliamo celebrare anche gli ideali della protezione del patrimonio artistico e archeologico del mondo. Gli Uffizi sono stati infatti interessati ben due volte da attacchi, uno il 3 agosto 1945 a opera dei nazifascisti e l''altra il 27 maggio 1993 con la bomba di matrice mafiosa, e siamo ben consapevoli di dover proteggere il nostro patrimonio".

Khaled al-Asaad prima che Palmira finisse nelle mani degli jihadisti era riuscito a nascondere centinaia di statue. Poi la 'sposa del deserto' fu conquistata dall'Isis e furono distrutte molte strutture di rara bellezza. Dopo la riconquista da parte del governo di Damasco della città di Palmira, come ha raccontato l'archeologo Sebastiano Soldi, sono state fatte delle prime verifiche sui monumenti, per poter poi avviare dei progetti di restauro attraverso un processo di cooperazione internazionale.

Ma la devastazione del Califfato non è solo non solo arrivata a Palmira ma anche Mosul, Ninive, Hatra. Luoghi di culto, statue, manufatti di valore inestimabile sono andati distrutti dai jihadisti.


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