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Attualità mercoledì 05 maggio 2021 ore 18:25

Torna a camminare dopo un'infezione midollare

La Asl ha reso nota la storia di un paziente ricoverato nel Centro di riabilitazione per le lesioni midollari e sclerosi multipla di San Felice a Ema



FIRENZE — Un paziente ricoverato per una infezione midollare è tornato a camminare, dopo un’intensa attività riabilitativa a Villa Il Sorriso, il Centro di riabilitazione intensiva per pazienti con lesioni midollari e sclerosi multipla nel presidio San Felice a Ema della Asl Toscana centro e afferente al dipartimento di medicina fisica e riabilitativa diretto da Bruna Lombardi.

La rinascita di Antonio, 40 anni, è cominciata tre anni fa quando da atleta pugile, nel 2018 è stato costretto in carrozzina da un’infezione midollare. Oggi Antonio si muove in casa sulle proprie gambe con l’aiuto di tutori che agevolano il passo, a volte di un deambulatore e fa le scale. 

 “Il recupero è stato notevole e ancora ci sono margini di miglioramento - spiega Tamara, una delle due fisioterapiste che insieme a Claudia, dall’Ottobre del 2018, dopo sei mesi di ricovero nell’Unità Spinale di Careggi, ha seguito Antonio nel percorso di riattivazione fisica - Antonio aveva solo l’uso degli arti superiori. Il percorso è stato lungo ma come ha cominciato a vedere i segni di un recupero parziale, vi si è buttato a capofitto”.

Antonio che ha ripreso la patente, si sposta ancora in carrozzina ma in autonomia racconta “Ho dovuto rinascere ma non ho mai smesso di crederci. A casa, per conto mio, cammino, faccio addominali e lavoro su di me perché so che c’è ancora un margine di recupero. Mi sono molto affezionato a Villa Il Sorriso, a tutto lo staff, ricordo anche Marina che mi ha seguito prima di Tamara e Claudia, il medico fisiatra, Giovanni Giambalvo Dal Ben. Devo a loro se oggi sono tornato a camminare. Ho iniziato a ricamminare a metà del 2019, alle parallele, con i tutori, poi ne ho mantenuto solo uno, più leggero in carbonio”. 

Nel 2020 quando per il Covid l’attività del Centro è stata sospesa, Tamara e Claudia hanno continuato a seguire Antonio, attraverso videochiamate per condividere l’attività fisica a distanza.

“L’obiettivo di Villa Il Sorriso - ha concluso il direttore sanitario del presidio, Antonietta Marseglia - mira al recupero della massima autonomia e al reinserimento nel tessuto sociale a 360° per una migliore qualità della vita e la storia di Antonio è una delle tante testimonianze“.


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