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Attualità lunedì 09 febbraio 2015 ore 11:10

I Comuni 'dimenticati' da sanità e istruzione

E' nata l'associazione dei Comuni dimenticati. Nel onsiglio direttivo anche i sindaci di Montieri, Volterra, Marciana, Portoferraio, Piteglio



FIRENZE — All’Associazione dei Comuni dimenticati hanno aderito Comuni di molte regioni italiane fra cui Piemonte, Campania, Lazio, Toscana, Sardegna, Sicilia, Calabria, Marche. Il presidente è Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice. 

I membri del consiglio direttivo sono, oltre ai toscani Mario Ferrari di Portoferraio, Marco Buselli di Volterra, Luca Marmo di Piteglio, Anna Bulgaresi di Marciana, Nicola Verruzzi di Montieri, i loro colleghi Alfonso Lattanzi di Montecopiolo (provincia di Pesaro Urbano), Pierpaolo Sau di Tonara (Nuoro), Ciccio La Rosa di Niscemi (Caltanissetta), Giuseppe Morini di Alatri (Frosinone), Antonio Praticò di Praia a Mare (Cosenza), Alberto Bambini di Acquapendente (Viterbo).

Flavio Ceccarelli è stato invece nominato segretario.

Come prima iniziativa, l'associazione ha chiesto un incontro con i vertici del Ministero della Salute, per aprire un confronto sulla necessità di modificare il decreto Balduzzi per obbligare le Regioni a riconoscere lo status  di ‘presidio ospedaliero di area particolarmente disagiata’ agli ospedali situati in particolari località, con requisiti validi per tutto il territorio nazionale.

"Non vogliamo certo entrare in competizione con altre associazioni già esistenti dove troppe volte le cariche sono stabilite nelle segreterie dei partiti e dove troppo spesso ci si dimentica delle problematiche di migliaia di piccoli Comuni - spiegano i sindaci dei Comuni dimenticati -  Noi saremo sicuramente uno stimolo in più affinché siano finalmente rappresentati, nelle sedi del governo centrale e regionale, quei territori che da troppo tempo, in silenzio, stanno subendo un tentativo subdolo - e mascherato da esigenze di risparmio - che tende a sopprimere l’autonomia e la sovranità di intere comunità".

"Siamo Comuni dimenticati dalla sanità, dall’istruzione, dai servizi agli anziani, dai trasporti, dalle Poste, dalla giustizia - concludono i sindaci - Ma siamo pronti a difendere con forza i nostri diritti essenziali e costituzionali, senza i quali non si può vivere. Siamo una testimonianza di ricchezza storica, di bellezze naturalistiche, di tradizioni millenarie che i freddi ‘numeri’ non potranno mai cancellare!"


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