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Cronaca martedì 12 novembre 2019 ore 18:15

Start up dei miracoli per la superfrode carosello

La Finanza ha smantellato un'organizzazione che da sei anni reiterava frodi carosello fra Prato, Livorno, Pistoia e altre città. Fatturati milionari



TOSCANA — Conducevano un tenore di vita molto elevato per farsi credere imprenditori di successo nel settore delle materie plastiche le 17 persone arrestate nella maxi-frode carosello scoperta dalla Guardia di Finanza, operanti fra Prato, Livorno, Pistoia, Milano e Alessandria. Un giro di affari fittizio da duecento milioni di euro, con quaranta milioni di Iva evasa e tributi d'imposta omessi per venti milioni, aziende dai fatturati milionari che non avevano nè un magazzino nè dipendenti. I reati ipotizzati dalla procura sono, a vario titolo, associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento dell'Iva e indebita compensazione. In tutto gli indagati sono 39, le società coinvolte 24.

L'unico arresto in carcere, al momento, riguarda un uomo di 43 anni originario di Prato ma residente in Slovenia, M.B. le sue iniziali.  Secondo gli inquirenti, è lui il capo dell'organizzazione e l'ideatore di tutto il sistema. Gli altri sedici indagati si trovano ai domiciliari e lo aiutavano nella gestione delle aziende fornitrici straniere, delle società cartiere e di quelle filtro oppure amministravano le società rivenditrici. 

L'inchiesta è iniziata dopo un controllo in un'azienda che commercializzava polimeri in granuli che, pur non avendo dipendenti, attrezzature e magazzini, vantava un giro di affari di venti milioni di euro e aveva evaso l'Iva per oltre quattro milioni. Ulteriori approfondimenti hanno portato alla scoperta di una società di capitali con sede a Livorno che, come start up, aveva venduto in tre anni materie plastiche per 25 milioni di euro.

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