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Politica martedì 22 novembre 2016 ore 15:45

"Non dividiamoci, se dite no lo dite per sempre"

Renzi all'auditorium delle Corallaie ( foto fb Lorenzo Bacci )

Matteo Renzi ha parlato di momento delicato e impegnativo. "Non stiamo dividendo l'Italia, ma facciamo democrazia chiamando le persone a votare"



LIVORNO — Il premier dopo Piombino e prima di Pisa ha tenuto un incontro nella zona del Picchianti, nella zona nord di Livorno, alla presenza di centinaia di persone.

"Basta un sì" lo slogan che ha campeggiato nell'auditorium delle Corallaie dove il presidente del consiglio ha parlato davanti a molti militanti del partito, ma non solo, riuniti già dal primo pomeriggio.

Tra loro anche il vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi, il sindaco di Collesalvetti e segretario territoriale del Pd Lorenzo Bacci e il consigliere regionale livornese del Pd Francesco Gazzetti.

Matteo Renzi ha parlato di momento delicato e impegnativo. "Non stiamo dividendo l'Italia, ma facciamo democrazia chiamando le persone a votare". 

Il premier ha riservato una battuta anche al sindaco della città Filippo Nogarin ( M5s ), "Se mi invita vengo", ha detto scherzando, per poi attaccare il movimento di Beppe Grillo affermando che "Non sta parlando nel merito della questione, altrimenti finirebbero per votare sì anche gli elettori Cinque Stelle."

Renzi ha parlato del suo arrivo a Palazzo Chigi nel 2014 come "Ultima spiaggia. Il punto chiave è che le riforme ce le dobbiamo portare a casa perchè da 70 anni le aspettiamo". 

"Grillo ha detto che sono una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui?", ha detto ancora Matteo Renzi. "Sulla scheda non c''è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No. Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito", chiarendo di volere rispondere nel merito.

"Non vogliamo lo scontro ma replichiamo con un sorriso. A dire no son bravi tutti - ha detto Renzi mostrando una foto del fronte del no e invitando a non fischiare - Hanno bisogno di fare polemica per non spiegare i rimborsi del Movimento Cinque Stelle", ha aggiunto il premier.

"Se me ne andrò da Palazzo Chigi lascerà con un sorriso - ha affermato ancora Renzi - che sia tra due settimane o sette anni, ringraziando e non mettendo il broncio, orgoglioso di servire un paese come l'Italia".

"Non la voglio ridare l'Italia a quelli di prima, che cambiavano i governi ma non cambiavano l'Italia. Con quelli di prima, che hanno combinato i pasticci che sappiamo, è ora di farla finita e dire basta".

Renzi ha parlato anche della riforma delle camere di commercio ( giovedì l'approdo in consiglio dei ministri ) e del controllo del bilancio degli Stati ("Cominciamo da quello tedesco").

Un appello forte finale verso il voto degli indecisi: "Andiamo a prenderli", ha detto Renzi ai suoi sostenitori tra gli applausi. 

"Con la riforma saremo in grado di andare più veloci di altri Paesi".


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