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Attualità Venerdì 02 Ottobre 2026 ore 09:15

Il robot Mako e l'ortopedia fa un salto nel futuro

In sala operatoria con il robot Mako
In sala operatoria con il robot Mako
Foto di: Asl Toscana nord ovest

Dalle protesi all'anca a quelle di ginocchio, lo strumento consente un posizionamento al millimetro con personalizzazione sul singolo paziente



MASSA — Un sistema robotico d'avanguardia, il dispositivo tecnologicamente più avanzato oggi disponibile nel panorama medico internazionale per assistere il chirurgo ortopedico nella realizzazione di impianti di protesi all'anca e al ginocchio: la Toscana ce l'ha, si chiama Mako e si trova all'ospedale Apuane di Massa dove l'ortopedia ha compiuto con lui un salto nel futuro. 

Mako è operativo al Noa dal Giugno scorso. Adesso viene utilizzato in casi selezionati, ma avrà uno sviluppo futuro sempre più rilevante: "Questa tecnologia - spiega la Asl Toscana Nord Ovest - rappresenta una vera e propria rivoluzione rispetto alle procedure tradizionali e ai classici sistemi di navigazione, i quali, per quanto evoluti, mantengono inevitabili margini di tolleranza legati alla manualità. Il robot Mako supera questi limiti integrando una pianificazione tridimensionale ad alta definizione, basata sulla Tac preventiva del paziente, con un braccio haptico a guida tattile e vincolata". 

Questa sinergia consente di preparare le superfici ossee e posizionare i componenti con una precisione millimetrica. L'applicazione, che viene stabilita dall’ortopedico nei casi ritenuti eleggibili, è versatile e spazia dalle protesi d'anca fino alle protesi di ginocchio in tutte le loro varianti, comprese quelle totali e quelle parziali mono e bi-compartimentali, ideali quando è necessario intervenire solo sulla porzione ammalata preservando i tessuti sani. In questo modo si compie il passaggio fondamentale dalla standardizzazione alla totale personalizzazione dell'impianto sull'anatomia del singolo paziente.

In sala operatoria con il robot Mako

In sala operatoria con il robot Mako

"L'efficacia di uno strumento così sofisticato richiede tuttavia una solida competenza clinica. La struttura di Ortopedia delle Apuane e della Lunigiana è oggi guidata da Alberto Sancin, riconosciuto appunto come uno dei principali esperti in Italia nell'utilizzo di questa tecnologia robotica", sottolinea la Asl.

"Il dottor Sancin - evidenzia una nota - ha infatti maturato la sua esperienza a partire dal 2017, durante la direzione delle strutture ortopediche di La Spezia e Sarzana, e vanta oggi una casistica personale che supera i mille interventi effettuati con questo supporto. Questa profonda esperienza assicura alla comunità locale standard assistenziali di altissimo livello, unendo il talento medico alla massima precisione tecnologica".

"Impianti di straordinaria longevità"

“I vantaggi di questa innovazione – spiega il direttore di Ortopedia di Massa - sono concreti e si riflettono direttamente sulla qualità della vita dei pazienti. Essendo la procedura estremamente accurata, l'intervento risulta decisamente meno invasivo e garantisce la massima salvaguardia di legamenti e tessuti molli". 

"La perfetta riproduzione dell'allineamento pianificato - prosegue - regala al paziente una percezione più naturale e confortevole della nuova articolazione, consentendo al contempo un recupero funzionale più agevole, rapido e meno doloroso. Inoltre, l'azzeramento dei micro-errori di posizionamento riduce drasticamente l'usura delle componenti protesiche, garantendo all'impianto una longevità straordinaria che supera regolarmente i 20-25 anni".

"Accanto ai benefici per i pazienti, la tecnologia robotica offre un supporto insostituibile anche per il chirurgo ortopedico, specialmente quando si trova ad affrontare casi complessi caratterizzati da gravi deformità articolari, forme displasiche o esiti post-traumatici. In queste situazioni critiche, il robot agisce come un copilota ad altissima precisione che affianca l'équipe medica, rendendo la procedura più semplice, rapida e sicura, e azzerando di fatto il margine di errore umano per la massima tutela del paziente".


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