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Brevemondo Domenica 16 Agosto 2026 ore 06:30

Medio Oriente, Ucraina-Russia e Farage

Striscia di Gaza e Cisgiordania allontanano Israele e Stati Uniti, l'infinita guerra in Ucraina e la vittoria elettorale di Farage (e di Binface)



. — Benvenuti su Brevemondo. Nel fine settimana di Ferragosto, ecco una versione ridotta della newsletter: cominciamo.

Dal Medio Oriente all’Ucraina. Passando per Farage

Com’era già stato anticipato nell’ultimo invio di Brevemondo, Israele ha rifiutato il piano di disarmo di Hamas avanzato dagli Stati Uniti. Il premier Benjamin Netanyahu, infatti, ha respinto ufficialmente i 15 punti stilati dall’amministrazione di Donald Trump per arrivare al disarmo del gruppo militare palestinese. Secondo i piani di Washington, ciò avrebbe dovuto essere il primo passo verso l’instaurazione di una nuova amministrazione palestinese nella Striscia di Gaza e, contestualmente, per il graduale ritiro dell’esercito israeliano dal territorio.

Un’ipotesi bocciata da Netanyahu, che ha definito “inaccettabili” i 15 punti. Del resto, va ricordato, lo stesso primo ministro israeliano, tra poco più di due mesi, dovrà affrontare le elezioni per il rinnovo della Knesset, il parlamento israeliano. Netanyahu, a oggi, sembra essere stretto tra due necessità impellenti, ma contrapposte: da un lato non può non dare credito alle formazioni della destra religiosa - a cominciare dal Partito Sionista Religioso di Bezalel Smotrich e Potere Ebraico di Itamar Ben-Gvir - che lo sostengono; dall’altro, deve fare i conti con la volontà di Trump di porre fine al caos in Medio Oriente, quantomeno in vista delle midterm election di novembre.

Il premier israeliano Netanyahu e il ministro Smotrich [X Account]

Nel frattempo, in Cisgiordania, le relazioni tra Stati Uniti e Israele, se possibile, peggiorano: mentre alcuni coloni, da giorni, stanno assaltando alcune abitazioni palestinesi a Qusra, l’ambasciatore statunitense a Gerusalemme, Mike Huckabee, ha definito l’attacco a una famiglia palestinese con passaporto americano “un atto terroristico”. Una presa di posizione molto forte, soprattutto per Huckabee, che è uno storico sostenitore di Israele, cui in passato ha riconosciuto il “diritto biblico” di intestarsi l’intera Terra Santa.

In Europa, intanto, la guerra in Ucraina continua a fasi alterne. Mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha di recente annunciato la riconquista, durante il 2026, di 745 chilometri quadrati nella regione meridionale di Dnipropetrovsk, di fatto annullando l’avanzata russa nell’area da luglio dello scorso anno, gli attacchi missilistici da Mosca non cessano. Così come le offensive ucraine: nei giorni scorsi, Kiev ha messo a segno un’inedita operazione notturna contro una base navale russa nel Mar Nero. In ogni caso, Zelensky ha spiegato come, secondo fonti di intelligence, il presidente russo Vladimir Putin sia pronto a una rapida mobilitazione di centinaia di migliaia di soldati entro la fine dell’anno. Rendendo così ancor più remota l’ipotesi della fine del conflitto. Per la quale, però, si starebbero preparando Francia, Regno Unito e Germania: con la volontà di non venire escluse dal tavolo negoziale da parte degli Stati Uniti, i tre Paesi europei avrebbero avviato un confronto per farsi trovare pronti all’eventualità.

Il presidente ucraino Zelensky [X Account]

Proprio nel Regno Unito, infine, il leader del partito euroscettico e sovranista Reform UK, Nigel Farage, ha vinto le elezioni suppletive di Clacton-on-Sea, che si sono tenute proprio per le dimissioni di Farage. Quest’ultimo si è poi ricandidato, con l’obiettivo evidente di indire un referendum su se stesso e sulla sua piattaforma politica. Il successo è stato piuttosto evidente: Farage ha ottenuto oltre 22mila voti, aumentando la propria base elettorale rispetto al 2024 nel medesimo collegio. Adesso, resta da vedere che cosa accadrà in parlamento, perché se da un lato Farage ha senz’altro ottenuto nuovamente il suo posto, incrementando i consensi, dall’altro restano sullo sfondo gli scandali su alcune donazioni poco chiare verso il partito Reform Uk. Ciò ha spinto a istruire un’indagine parlamentare su Farage stesso, per la quale si attendono a breve le conclusioni.

Count Binface [X Account]

In ogni caso, va detto anche che alle elezioni che lo hanno visto vittorioso tutti i principali partiti hanno rinunciato a presentare candidati e che gli sfidanti erano perlopiù personaggi in cerca di fama e titoli di giornale. Tra questi, infatti, c’era il Conte Faccia di Cestino - Count Binface - giunto alla sua settima tornata elettorale. Per la cronaca, il Conte Faccia di Cestino è arrivato secondo.

Il pezzo della settimana

La lettura di questo invio non può che essere dedicata a Count Binface, personaggio del comico John Harvey. Che, tutto sommato, si è preso diversi voti: oltre novemila. Ma chi lo ha votato e, soprattutto, perché? Se lo sono chiesti Lewis Addams e Danny Fullbrook della BBC. Si legge qui.

La canzone della settimana

Tra le elezioni israeliane e quelle statunitensi, tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre saranno giorni intensi. Con ripercussioni anche sul Medio Oriente.


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