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mercoledì 19 febbraio 2020

Attualità domenica 16 novembre 2014 ore 11:24

“Mini-gabbie per i cani da caccia, una vergogna”

L’onorevole Michela Vittoria Brambilla all’attacco di una mozione approvata dal Consiglio Regionale sull’uso di box da 2-4 metri quadri per i segugi



TOSCANA — I cani da caccia ingabbiati come animali da laboratorio. E' il rischio che in Toscana corrono setter, pointer, spinoni e altre razze utilizzate nell'attività venatoria nella nostra regione, secondo Michela Vittoria Brambilla, parlamentare e presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente (Leidaa), che si scaglia contro una mozione approvata il 24 settembre scorso dal Consiglio Regionale della Toscana

"Desta sempre sorpresa - attacca l'ex ministro - il grado di asservimento alle lobby venatorie cui le Regioni possono arrivare". La mozione in questione, spiega l'onorevole in una nota, chiede alla giunta di modificare il regolamento regionale per consentire ai cacciatori di tenere cani in box di 2-4 metri quadrati, anziché gli attuali 4-8 metri quadri, prendendo come punto di riferimento quella che Brambilla defnisce "la famigerata direttiva europea 2010/63 sulla 'protezione' (si fa per dire) degli animali utilizzati a scopi scientifici"."Mi auguro - è l'auspicio delll'onorevole Brambilla - che la giunta toscana non avalli questo duplice attentato alla logica e al benessere degli animali. Se poi il presidente Rossi ha bisogno di documentarsi, possiamo chiuderlo in una gabbia di quattro metri quadrati. Così valuterà personalmente l'effetto che fa".



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