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Cronaca mercoledì 01 luglio 2015 ore 12:56

Terrorismo "Attentati in Italia, nessun elemento"

Lo ha detto il procuratore milanese Romanelli spiegando i dettagli dell'arresto si una famiglia albanese e di 4 italialni pronti arruolati nella Jihad



MILANO — "Durante l'inchiesta non sono emersi elementi che possano far pensare a progetti di attentati in Italia - ha dichiarato il procuratore generale Maurizio Romanelli - E' la prima volta che nel nostro paese e forse in Europa si arriva a un risultato del genere nei confronti dello Stato islamico".

Nel corso del blitz anti-terrorismo della Digos, sono state arrestate 10 persone fra cui i genitori e la sorella (residenti nel milanese), la suocera e due zii( residenti nel grossetano) di Maria Giulia Sergio, arruolata dalla Jidad con il marito albanese e adesso in Siria. Il suo nuovo nome è Fatima. 

In difesa della famiglia Sergio sono scesi in campo alcuni amici e conoscenti. "Sono una famiglia perbene - hanno dichiarato ai giornalisti - Si sono fatti trascinare, sono stati plagiati". "In effetti si erano avvicinati alla religione islamica - ha detto una vicina di casa - Il padre di Maria Giulia si era fatto crescere una folta barba bianca e quando io gli chiedevo che cosa volesse fare con quella barba lui sorrideva, da uomo tranquillo qual è".

Durante l'inchiesta non sono emerse neppure particolari criticità in merito al reclutamento nella Jihad di migranti giunti in Italia. "Tutto è rivolto verso l'estero - ha detto il procuratore - con un flusso evidente e preoccupante da vari paesi dell'Europa verso il Califfato".

L'inchiesta ha confermato che i nuovi terroristi non si muovono solo per motivi religiosi o ideologici ma anche per ottenere una serie di servizi garantiti dai reclutatori come bottino di guerra: cure sanitarie, armi, auto a prezzi stracciati.

"Sono attrattive importanti per persone che vivono in debolezza psicologica ed economica - ha sottolineato il direttore del Servizio antiterrorismo della Polizia Lamberto Giannini - Anche se ovviamnete non basta la promessa di un'auto scontata a convincere una persona a partire per la guerra".


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