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Il video del pestaggio di 4 giovani della «Rete degli studenti medi» dopo la manifestazione del Pd
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GIALLO Mazzola giovedì 16 maggio 2024 ore 07:00

Ascoltare il silenzio

Il silenzio è una componente fondamentale del linguaggio. Non è solo un'assenza di suono, ma un potente strumento di comunicazione che può trasmettere una vasta gamma di sentimenti ed emozioni, rendendo ad esempio l’arte letteraria davvero unica ed emozionante. Basta saperlo ascoltare.



PECCIOLI — In molti romanzi o film, il silenzio gioca un ruolo determinante nel creare o amplificare la tensione drammatica. Questo strumento può essere usato in modo efficace per mettere in risalto un momento specifico, creando un senso di anticipazione nelle menti degli spettatori. L’attesa, a volte, può crescere fino a raggiungere un momento culminante lasciando gli spettatori col fiato sospeso.

Il silenzio, in alcune circostanze, può essere più potente del suono. Quando utilizzato nel contesto giusto, può creare uno stato di suspense che tiene gli spettatori sul bordo delle loro sedie. Questo concetto, noto come suspense, è un elemento fondamentale di molti generi cinematografici, tra cui l'horror, il thriller e il dramma. L'uso del silenzio in queste situazioni è spesso un metodo efficace per attrarre l'attenzione dello spettatore su un particolare dettaglio o evento, rendendo il momento ancora più particolare e carico di emozioni.

Il silenzio è uno strumento narrativo potente. Può infatti suggerire riflessione o introspezione da parte dei personaggi, offrendo una visione più profonda della loro psicologia. Esso può esprimere il pensiero interno di un personaggio, comunicando lo stato d'animo e le emozioni in un modo che le parole non possono sempre catturare completamente. Questo approccio alla narrazione, definito “monologo interiore”, utilizza il silenzio per indicare i momenti di riflessione interna, creando un legame più importante tra il pubblico e il personaggio.

Nel noir In silenzio si uccide (Guanda, 2022), scritto dall’autore Arnaldur Indridason, uno dei più celebrati autori del genere crime della Scandinavia, si racconta che il cadavere nudo di una ragazza con il viso truccato vistosamente e una lettera J tatuata sulla natica viene ritrovato sulla tomba di Jón Sigurðsson, eroe nazionale islandese. A un primo esame l'omicidio sembra avvenuto per strangolamento. L'autopsia, che pare confermare l'ipotesi, fornisce altre risposte: la vittima era anoressica e faceva uso di droghe, su tutto il corpo ci sono chiari segni di violenza. Come mai l'assassino ha deciso di lasciare il cadavere in un luogo così simbolico? Vuole lanciare un messaggio? Le indagini, affidate a Erlendur Sveinsson e Sigurður Óli, si prospettano lunghe e complicate, ma i due investigatori possono contare sull'aiuto di Eva Lind, la figlia di Erlendur, che frequenta le stesse brutte compagnie della vittima. In breve tempo riescono così a risalire all'identità della ragazza, Birta, che aveva solo ventidue anni. Tutte le piste conducono al sottobosco della droga e della prostituzione, un mondo in cui uomini ricchi e spietati si comportano da padroni, senza rispetto per la vita degli altri. L'assassino, però, potrebbe essere qualcuno di insospettabile… In questa sua seconda indagine, l'ispettore Erlendur, poliziotto in perenne lotta con i fantasmi del passato e con la sua inadeguatezza di padre, dovrà scavare nelle perversioni più torbide dell'animo umano, e si scontrerà con le promesse tradite di una intera generazione di giovani alla deriva, in un paese che ha sacrificato la propria identità e i propri valori.

Il trattamento del silenzio di Gian Andrea Cerone (Guanda, 2023). C'è più ombra che luce a Milano nel mese di novembre. Non sono giorni facili per le donne e gli uomini della UACV, l'Unità di Analisi del Crimine Violento, che saranno travolti da otto incredibili giornate intrise di violenza e sangue. Cosa lega i cadaveri, orribilmente seviziati, di due noti collezionisti d'arte alla sparizione di un libro antico che custodisce un antico segreto? Quale insano istinto scatena proprio ora la follia di un maniaco tra i corridoi universitari alla ricerca di giovani prede femminili? Le vicende personali del pacato commissario Mandelli e quelle del fascinoso ispettore Casalegno si intrecciano alle trame serrate della caccia al killer a cui partecipano tutti i protagonisti della squadra, aiutati per l'occasione da un'affascinante ed energica poliziotta valtellinese e da un arguto maggiore dei carabinieri proveniente dalla Costiera Amalfitana, in un ammasso di furore assassino che sembra colpire gli stessi investigatori.

Nel romanzo Il silenzio dei chiostri (Sellerio, 2009) di Alicia Giménez, Petra, la poliziotta più dura ed efficiente del distretto di Barcellona, si è sposata con Marcos. Anche il vice Garzón si è sposato, ma lui si sente oppresso dalle infinite attenzioni dell'impeccabile moglie. Perciò, giunge loro come un sollievo amaro questo caso. Un omicidio nel convento delle sorelle del Cuore Immacolato, reso ancor più scabroso dalle modalità in cui sembra avvenuto. Il cadavere di frate Cristóbal dello Spirito Santo è stato ritrovato accanto alla teca che custodiva il Beato Asercio de Montcada. E il corpo sacro, miracolosamente incorrotto, intorno al quale, da esperto di reliquie, lavorava l'erudito cistercense, è scomparso. A intorbidare le piste, deviandole al soprannaturale, vi è poi un enigmatico biglietto: "cercatemi dove più non posso stare". Davanti a Petra e a Garzón si squaderna un ventaglio contraddittorio di ipotesi fantasiose che devono malvolentieri verificare, in un ambiente odoroso di incenso ma alquanto reticente. E sono perfino tentati da una tecnica d'indagine deduttiva che è loro estranea. Ma presto il realismo s'impone: "faccio fatica a credere a ciò che esula dalla mentalità comune" e, la coriacea detective e il suo aiutante dai modi spicci e dalle mille fisime, riprendono il metodo abituale, faticoso e di strada.

Dunque, la capacità del silenzio di comunicare l'introspezione è una testimonianza della sua versatilità. Può essere usato per indicare una pausa nel dialogo, un momento di realizzazione o addirittura per simboleggiare l'isolamento, come in molti di questi romanzi. In definitiva, il silenzio nel cinema o in letteratura non è semplicemente l'assenza di suono, ma un elemento significativo che può arricchire la trama e lo sviluppo del personaggio. Così, l'uso del silenzio come mezzo per esprimere il pensiero interiore dei personaggi contribuisce a una narrazione più profonda e significativa.

A cura dello Staff della Biblioteca Fonte Mazzola di Peccioli

CONSIGLI DI LETTURA:

Perché proprio il giallo a Fonte Mazzola?

Tutto è iniziato nel 2016 con Parole Guardate, il nostro Festival del giallo. Un progetto di contaminazione tra teatro, letteratura e scrittura, per adulti e bambini.

La particolarità del progetto Parole Guardate è stata quella di incentrare le sue attività e gli eventi sulle opere di un unico scrittore: negli anni sono stati protagonisti grandi e prolifici autori come Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Marilù Oliva, Giampaolo Simi, Piergiorgio Pulixi, penne che hanno riscosso molto successo e affetto da parte del pubblico.

La Biblioteca Comunale e Archivio Fonte Mazzola, con i suoi 400 metri quadri di ampiezza e una collocazione spettacolare sul limitare della campagna pecciolese, è stata inaugurata il 26 gennaio 2019. Qui puoi trovare una sezione dedicata al giallo italiano e straniero (americano, inglese, nord-europeo, francese…) e un patrimonio librario composto da ottomila volumi, la preziosa collezione del prof. Arnaldo Nesti, consistente in altri novemila volumi e la donazione del Prof. De Santi, composta da altri mille libri, rari e di pregio, monografici sul cinema.

Tutti gli spazi sono utilizzabili in assenza dell’operatore bibliotecario ogni giorno dalle h. 8 alle 24 (compresi la domenica e i giorni festivi), tramite un codice personale di accesso. L’iniziativa, unica sul territorio della Valdera, è il fiore all’occhiello della nostra Biblioteca e permette a numerosi studenti e utenti di frequentare in libertà, ma con assoluto rispetto, le sale a disposizione.

Qui troverai una Biblioteca dei Ragazzi con un’ampia varietà di letture dedicate in una luminosa sala, rivolta verso l’Anfiteatro Fonte Mazzola; lo Speaker’s corner, l’angolino del parlato, la nuovissima attività proposta agli utenti dai 6-14 anni in cui un nostro operatore esperto sarà a disposizione per conversare in lingua inglese. Per la fascia di età 8-12 è stato organizzato un circolo di piccoli lettori, dal titolo Dieci piccoli detective: incontri mensili dedicati alla lettura e dinamiche dei romanzi gialli.

Tante le attività della Biblioteca gli incontri del Circolo dei Lettori, il corso di scrittura dal titolo: Storia a tinte gialle, un rinnovamento del Progetto Parole Guardate che si è incentrato sul giallo storico, in dieci appuntamenti. Sono stati pubblicati su Quinewsvaldera i racconti ideati dai partecipanti al corso di scrittura tenuto da Andrea Marchetti. Dei benefits sono dedicati ai nostri studenti e ai nuovi iscritti: ad esempio, chi è in possesso del codice di ingresso della Biblioteca ha potuto partecipare a Studiare senza stress, tre incontri dedicati al potenziamento della memoria e il miglioramento dei metodi di studio, tenuti dal docente Stefano Intini.

Per celebrare l’importanza della lettura come conoscenza e crescita personale, abbiamo avviato Librarsi, un’iniziativa condotta dalla psicologa e psicoterapeuta Rachele Bindi, legata alla Libroterapia, un metodo che parte dalla lettura, per promuovere il benessere psicologico e la crescita personale di ciascuno.


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