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Cronaca Domenica 21 Giugno 2026 ore 12:00

Agente aggredito, "Il carcere non può sostituire la sanità"

Il sindacato di Polizia Penitenziaria Uilf denuncia l'episodio avvenuto all'interno del carcere "don Bosco": "La sicurezza non può essere sacrificata"



PISA — Colpito allo zigomo da un pugno sferrato da un detenuto, mentre stava lavorando nel carcere "don Bosco" di Pisa. È quanto denunciato dalla Uilf Polizia Penitenziaria, il sindacato che ha segnalato l'aggressione nei confronti di un agente della Penitenziaria, avvenuta nei giorni scorsi.

Secondo quanto riportato da Uilf, l'agente è stato soccorso e trasferito al pronto soccorso, ricevendo poi una prognosi di cinque giorni. "Al collega coinvolto va la nostra piena solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione - hanno scritto in una nota dal sindacato - non possiamo più assistere in silenzio a episodi che si ripetono con inquietante frequenza. La gestione di detenuti con patologie psichiatriche continua a gravare quasi esclusivamente sul personale di Polizia Penitenziaria, che opera in condizioni sempre più difficili, con organici insufficienti e senza adeguati strumenti sanitari e specialistici di supporto".

"Le carceri non possono e non devono trasformarsi in strutture destinate a sopperire alle carenze del sistema sanitario - hanno aggiunto - le conseguenze delle scelte che negli anni hanno portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici e alla riduzione delle strutture dedicate alla cura dei soggetti affetti da disturbi mentali ricadono oggi pesantemente sugli istituti penitenziari e sugli operatori che vi lavorano. È inaccettabile che il personale penitenziario sia lasciato solo a gestire situazioni ad altissimo rischio".

"Chiediamo con forza l'intervento immediato dell'amministrazione penitenziaria, del Ministero della Giustizia e delle autorità sanitarie competenti affinché vengano adottate misure concrete per garantire la sicurezza del personale e una corretta presa in carico dei detenuti con patologie psichiatriche - hanno concluso - la sicurezza degli operatori non può più essere sacrificata".


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