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Cronaca martedì 12 novembre 2019 ore 09:59

E' morto Massobrio, artigiano del cinema

Lionello Massobrio

Personaggio schivo ed eclettico, era scrittore, sceneggiatore, regista e montatore. L'annuncio è stato dato dall'assessora Lupetti



CALCI — "A nome dell'amministrazione comunale, che lo ha sempre seguito sia come artista, ha presentato i suoi libri nella sala del Consiglio, sia dal punto di vista umano, annuncio la sua morte" ha scritto ieri l'assessora calcesana Anna Lupetti, parlando di Lionello Massobrio.

"A Calci pochi possono dire di averlo conosciuto - ha aggiunto l'assessora -, tanti lo hanno incontrato. Lionello Massobrio personaggio eccentrico, sempre con il suo cappello in testa, scendeva in paese da Montemagno per le necessità. Schivo, brusco, ma una persona con alle spalle una storia di vita complessa e piena. Regista, sceneggiatore, montatore di film.
Scrittore, fra i fondatori del quotidiano Lotta continua". 

Massobrio iniziò a lavorare nel cinema come montatore con Léonide Moguy, Raffaelle Matarazzo, Marco Ferreri e altri, fra i quali anche i fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Impegnato politicamente, il suo nome compare assieme a quelli di Angelo Brambilla Pisoni, Pio Baldelli, Marco Boato e Robert Hugh Cunningham fra i fondatori della "Tipografia 15 giugno", che portò Lotta Continua a diventare quotidiano. Successivamente, sempre nel cinema, firmò alcune regie e si cimentò spesso con i documentari dedicati alle zone di guerra - Angola, Sarajevo, i Curdi - come al carcere "Don Bosco" di Pisa (Benvenuti, benvenuti tra noi), dove Massobrio svolgeva attività di volontariato e dove era recluso Adriano Sofri. Come scrittore fu collaboratore de Il Male e fra i suoi libri ricordiamo "Dimenticati", pubblicato da Sellerio.

Di seguito una breve biografia di Lionello Massobrio pubblicata dal Centro Sperimentale di Cinematografia.

"Suo nonno, prima di morire, gli disse: «La memoria, fijetto mio, è solo la colla che usamo pe' cercà de rimette assieme i cocci de la vita». La madre Maria Rosada, che era entrata nel mondo del cinema a Parigi traducendo le didascalie dei film muti, a 32 anni dirigeva il Reparto Montaggio a Cinecittà, poi insegnò a tutti gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia l'arte del montaggio. A 18 anni montò il campione d'incassi Domani è un altro giorno di Léonide Moguy. Seguirono L'Italia non è un paese povero di Joris Ivens, Un uomo da bruciare di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani, L'ape regina di Marco Ferreri. Fu uno dei primi a girare Caroselli e film industriali, quindi diresse Il rapporto, scritto nella swinging London e girato nella Roma sessantottina. Promosse, in seno all'Anac, il boicottaggio della Mostra del Cinema di Venezia, organizzando con Luigi Nono ed Emilio Vedova comizi e manifestazioni di metalmeccanici. Contribuì alla liberazione dell'Angola con il documentario La vittoria è certa. Poi divenne editore… (ma questa è un'altra storia). Oggi continua a girare documentari e a meditare nuove avventure in giro per il mondo".

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