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Imprese & Professioni giovedì 24 novembre 2022 ore 10:30

Normativa sul CBD: la situazione in Italia e in Europa

Ultimamente si è discusso a lungo sulla legalizzazione della cannabis, a maggior ragione a seguito del no al referendum all’inizio del 2022.



ITALIA — E'  innegabile dire che sulla questione cannabidiolo (CBD)ci sia ancora tanta confusione. 

Sostanza non psicotropa della cannabis, è stata a lungo oggetto di critiche e ritenuta da alcuni pericolosa e da altri sicura, fermo restando che oggi è possibile acquistare prodotti a base di cannabidiolo presso negozi certificati, come i cristalli di CBD su Justbob.

Ma dunque come stanno davvero le cose? Il CBD è legale?

Per rispondere, in questo articolo getteremo uno sguardo sulla normativa italiana ed europea del CBD.

Il CBD è legale? Ecco cosa dicono la normativa italiana ed europea

Per l’OMS e la WADA il cannabidiolo è una sostanza sicura

Nel 2020 il Ministero della Salute aveva classificato il cannabidiolo (CBD) come farmaco richiedibile tramite ricetta e prescrivibile per l’assunzione orale.

Il che fu uno shock per i sostenitori della cannabis: vediamo di capire perché.

Con questo decreto la sostanza sarebbe entrata a far parte dei medicinali potenzialmente in grado di indurre dipendenza psico-fisica.

In altre parole, il cannabidiolo non sarebbe stato ritenuto una sostanza sicura come lo era fino a poco prima, il che significa che i commercianti non avrebbero più potuto vendere prodotti, come l’olio di CBD, in sicurezza.

La situazione, però, si è ribaltata velocemente.

Circa trenta giorni dopo, il Ministero ha fatto marcia indietro e ha pubblicato un altro decreto.

Analizzando la situazione, se l’Italia avesse affermato che il CBD era pericoloso sarebbe andata contro due delle istituzioni più rilevanti al livello globale:

la World Anti-Doping Agency (WADA) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le quali hanno affermato che il cannabidiolo è una sostanza sicura e, di conseguenza, non ritenuta dopante.

La stessa WADA ha concesso agli sportivi di assumere prodotti a base di CBD in totale sicurezza, purché dessero prova del fatto che non vi fosse contenuto THC, la sostanza psicotropa della cannabis per eccellenza.

Dunque il cannabidiolo è lecito nel nostro Paese?

Attualmente non esiste una legge che proibisca il consumo di CBD. Tuttavia, molti sono concordi sul fatto che ci sia un buco normativo che andrebbe risolto.

Quindi, come stanno le cose?

Per rispondere facciamo un passo indietro.

È il novembre del 2020, siamo alla Corte Europea. Due imprenditori sono stati accusati di aver venduto del liquido per sigarette elettroniche che conteneva proprio cannabidiolo, ma poi sono stati assolti.

Alla luce di questo è stato deciso che “Uno Stato membro non può vietare la commercializzazione del cannabidiolo (CBD) legalmente prodotto in un altro Stato membro, qualora sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi”.

Cosa significa?

Stando così le cose, per il massimo organo giuridico europeo il cannabidiolo non è illegale, e questo obbligherebbe in un certo senso l’Italia ad adeguarsi.

Purtroppo però, non è così semplice.

CBD: la situazione nel resto d’Europa

Fino a poco tempo fa, il CBD in Europa non era soggetto a restrizioni.

Sebbene la canapa industriale sia completamente legale, purché il suo contenuto di THC non superi lo 0,2% (in Italia esiste un range di tollerabilità tra lo 0,2% e lo 0,6%), le leggi sul CBD si sono inasprite.

Nel gennaio 2019, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una guida sugli alimenti contenenti cannabinoidi, affermando che i prodotti contenenti CBD devono essere approvati come nuovi alimenti da un'autorità alimentare nazionale.

Inoltre, secondo la Commissione europea (CE), gli estratti di Cannabis sativa L. e i prodotti contenenti cannabinoidi sono considerati nuovi alimenti.

La guida non è obbligatoria, ma diversi Stati membri hanno modificato le loro leggi sul CBD in base a questa nuova classificazione.

Ad ogni modo, oggigiorno acquistare prodotti a base di CBD in Europa è semplice per la maggior parte dei Paesi.

In numerosi Paesi europei è consentito acquistare prodotti senza THC o a basso contenuto di THC senza prescrizione medica per gli adulti. Ciò significa che è possibile acquistare prodotti a base di CBD nei negozi locali o ordinarli online.

Conclusioni

In questo articolo si è cercato di mettere in luce un argomento che oggi fa ancora discutere: la normativa sul CBD in Italia e in Europa.

Come abbiamo visto, il CBD è una delle sostanze principali della cannabis, ma priva di psicotropi. Infatti, l’OMS e la WADA ne hanno riconosciuto la sicurezza, ritenendo che non fosse capace di provocare uno stato di dipendenza a livello psicologico e fisico (come accadrebbe se si assumesse un’alta concentrazione di THC).

Al momento, possiamo affermare che è possibile acquistare e consumare prodotti a base di CBD in totale sicurezza, purché provengano da negozi certificati e affidabili.


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