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Cronaca martedì 22 giugno 2021 ore 13:37

Sequestro da capogiro dopo l'evasione fiscale

guardia di finanza

La Guardia di Finanza ha messo i sigilli a beni mobili e immobili di una società a cui si contestano reati sia fallimentari che fiscali



PROVINCIA DI PISTOIA — L'evasione fiscale accertata da parte della Guardia di Finanza, poi il sequestro preventivo da capogiro: 28 milioni di euro tra beni mobili e immobili ovvero conti correnti, proprietà immobiliari e quote societarie nei confronti di 4 persone con precedenti penali amministratori di una società del Pistoiese operante nel commercio all'ingrosso. 

A eseguire il decreto di sequestro sono stati i militari del Comando provinciale pistoiese della guardia di finanza su provvedimento del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pistoia, emesso su richiesta dalla procura. Le indagini delegate dall'autorità giudiziaria riguardavano condotte illecite, finalizzate alla commissione di reati fiscali e fallimentari.

L’intera attività trae origine da un controllo fiscale eseguito dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Pistoia nei confronti di una società a responsabilità limitata che, dopo aver operato nelle province di Alessandria e Rimini, aveva trasferito la propria sede nel Pistoiese. 

Gli accertamenti fiscali svolti dai finanzieri hanno consentito l’accertamento di imposte evase (Ires, Iva ed Irap) per oltre 28 milioni di euro e la segnalazione all’autorità giudiziaria di condotte fraudolente in materia di reati fallimentari e reati fiscali. Tra questi, l’omessa e infedele dichiarazione, l’occultamento e distruzione di scritture contabili e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le indagini sono proseguite arrivando a rilevare, spiega una nota delle Fiamme Gialle, come gli amministratori pro-tempore, residenti fuori Regione, oltre ad evadere il fisco avessero "creato un grave danno ai fornitori, effettuando acquisti di beni per importi notevoli (arredi di ufficio, macchinari d’azienda, spese alberghiere e di ristorazione,) senza adempiere ai rispettivi pagamenti, risultando insolventi".

"In particolare, la società ha acquistato due autovetture di grossa cilindrata in due distinte concessionarie pistoiesi, che sono state prontamente rivendute ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato, oltre ad aver effettuato numerosi noleggi di autoveicoli di lusso, senza poi provvedere alla loro restituzione al termine del contratto", spiegano ancora gli investigatori.

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