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Cronaca Venerdì 29 Maggio 2026 ore 17:30

Violenze sessuali sui compagni di cella, in quattro a processo

Quattro reclusi, dai 33 ai 48 anni, sono accusati di aver torturato e seviziato i compagni di cella: la Procura ricostruisce uno scenario terrificante



PRATO — Uno scenario raccapricciante, al momento da confermare nelle aule di tribunale, ma che mette a nudo le criticità del carcere della Dogaia, da tempo al centro della cronaca. Stavolta si tratta di quattro rinvii a giudizio disposti dal giudice per l'udienza preliminare nei confronti di altrettanti detenuti, accusati a vario titolo di violenza sessuale e tortura nei confronti di altri reclusi, loro compagni di cella.

La nota firmata dal procuratore Luca Tescaroli fa riferimento a tre episodi distinti, ognuno dei quali è stato scoperto anche grazie alla denuncia delle vittime stesse. Il primo riguarda un uomo di 39 anni, di nazionalità marocchina, che avrebbe maltrattato un detenuto originario della Campania. Il 39enne lo avrebbe continuamente svegliato di notte, percosso e offeso, arrivando a rovesciargli addosso il bidone della spazzatura. Non solo, perché avrebbe anche dato fuoco alle foto dei familiari dell'uomo e lo avrebbe costretto a sevizie sessuali, causandogli anche lesioni al naso, all'orecchio e al torace.

In un altro caso, invece, il rinvio a giudizio riguarda due detenuti campani di 37 e 48 anni, che avrebbero preso di mira un terzo detenuto alla prima esperienza carceraria. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quest'ultimo sarebbe stato aggredito con schiaffi, pugni e ginocchiate, fino a venir costretto a praticare sesso orale e a essere sodomizzato, tra minacce di morte e colpi con mazze di legno e, addirittura, una pentola rovente. La vittima ha riportato la frattura composta della sesta costola destra, lividi su più parti del corpo e gravi conseguenze psicologiche.

Infine, il terzo episodio riguarda un detenuto di 33 anni, di nazionalità brasiliana, che avrebbe abusato del compagno di cella, 33enne del Pakistan. Tra calci in faccia, minacce di morte e insulti, anche quest'ultimo sarebbe stato violentato.


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