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Attualità mercoledì 28 luglio 2021 ore 18:55

La via illegale degli scarti tessili tra Toscana, Veneto e Calabria

Stroncato un giro illegale di rifiuti tessili: mille le tonnellate di scarti partite da Prato e abbandonate in capannoni in disuso fuori regione



PRATO — Scarti tessili del distretto pratese abbandonati in capannoni industriali in disuso della Toscana, del Veneto e della Campania. Lo smaltimento illecito di scarti tessili nella filiera che gestiva il maxi-traffico di rifiuti speciali è stata scoperta e smantellata con l'operazione "la via degli stracci" che ha portato a 25 avvisi di conclusione di indagini per 19 persone, che a vario titolo risaltano quindi indagate per reati come associazione per delinquere finalizzata al compimento di un traffico organizzato di rifiuti prodotti dall’industria manifatturiera pratese, alla truffa e alla gestione illecita di rifiuti. Son implicate anche 9 aziende.

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Firenze che hanno condotto le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Firenze, hanno rinvenuto scarti tessili pratesi abbandonati all’interno di capannoni in disuso, nelle province di Prato e Pistoia in Toscana, Verona, Padova, Vicenza e Rovigo in Veneto, fino ad arrivare a Salerno, in Campania.

In circa tre mesi sarebbero state gestite in questo modo circa mille tonnellate di scarti tessili, con un guadagno di almeno 250mila euro.

Le indagini sono partite all'inizio del 2019, dal controllo in una ditta di gestione rifiuti di Prato. I militari del Noe, dopo aver appreso che i titolari progettavano di incendiare l'azienda, avevano sequestrato l'intero impianto e appurato numerose violazioni ambientali. 

Nel 2021 l'attività è stata acquisita da un altro gruppo, finito poi al centro delle indagini appena chiuse dalla Dda. 

Secondo quanto accertato dai carabinieri del Noe gli imprenditori erano privi delle necessarie autorizzazioni ma comunque, in breve tempo, di sarebbero imposti nel ritiro dei rifiuti tessili e della pelle presso le ditte del Pratese, grazie a prezzi molto bassi. 

I rifiuti poi venivano portati con dei tir in capannoni in disuso in Toscana, Veneto e Campania, con la collaborazione di alcuni complici.


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