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lunedì 14 ottobre 2019

Imprese & Professioni lunedì 10 giugno 2019 ore 06:20

​Progetto lavorare sicuri: l’importanza della formazione

La regione Toscana ha approvato un piano quinquennale (2016 - 2020) con il quale nel corso degli anni già trascorsi ha scelto di dare maggiore importanza all’aspetto prevenzionistico della sicurezza sul lavoro.



TOSCANA — Il progetto si chiama Lavorare Sicuri, è stato approvato dalla Giunta regionale e si basa sull’affrontare il problema da diversi fronti, dall’informazione, all’assistenza, alla vigilanza, fino al sostegno per favorire le imprese nell’implementazione di misure di sicurezza più efficaci.
Un ruolo cardine in questo piano regionale per la sicurezza sul lavoro è costituito dal processo di Formazione obbligatoria ai sensi del D.lgs 81, il cosiddetto Testo Unico della Sicurezza.
Nel progetto è chiaramente specificato che la formazione deve fare un passo avanti per liberarsi dallo stereotipo di “trasmissione di nozioni fine a se stessa”.

Per assecondare lo spirito prevenzionistico del piano regionale Lavorare Sicuri e sensibilizzare quanti più lettori all’argomento, supportati dagli esperti di Corsisicurezza.it, vi elencheremo in breve le caratteristiche peculiari della formazione obbligatoria prevista dal Testo Unico

Formazione Obbligatoria sulla Sicurezza sul Lavoro

La formazione è definita come “il processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi”

Il Decreto 81 e gli Accordi tra Stato e Regioni hanno sempre posto un particolare accento su questo aspetto differenziando i percorsi formativi in base ai soggetti a cui sono destinati e alle relative responsabilità.
Esistono infatti corsi con programmi diversi per tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza aziendale:

  • Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione o RSPP;
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o RLS;
  • Datore di Lavoro (qualora ricopra il ruolo di RSPP);
  • Dirigenti e Preposti delegati dal datore di lavoro;
  • Addetti alla gestione delle emergenze (incendio e primo soccorso);
  • Lavoratori;

Gli argomenti trattati differiscono in base alle caratteristiche dell’azienda in termini di livello di rischio e numero di lavoratori.
è previsto che la formazione venga somministrata in maniera preventiva a tutti i soggetti, o comunque entro un limite di tempo ragionevole dall’avvenuta assunzione (per i lavoratori ad esempio è 60 giorni), ma la cosa più importante è che deve essere svolta durante l’orario di lavoro e non deve comportare oneri per il lavoratore, ciò vuol dire che a pagare i corsi di formazione deve essere il Datore di Lavoro.
Un altro punto su cui verte la normativa è l’aggiornamento periodico della formazione con lo scopo di rinnovare le conoscenze in materia dei soggetti ed adeguarle ad eventuali nuove normative entrate in vigore nel frattempo.

In parallelo ai processi di formazione, ove necessario, è obbligatorio che i lavoratori ricevano un dovuto addestramento pratico, sull’utilizzo di dispositivi di protezione individuali o di attrezzature e macchinari presenti in azienda da cui possono derivare rischi e pericoli.

Ovviamente, in quanto obbligo, la mancata formazione dei lavoratori o dei principali attori della sicurezza aziendale è punita con pesanti sanzioni, che tra l’altro sono aumentate nel 2019.

Formazione e Progetto Lavorare Sicuri

Concludiamo l’articolo tornando a concentrarci sul progetto che interessa strettamente la nostra regione, l’iniziativa di focalizzarsi sulla formazione è nata dall’analisi dei dati infortunistici da cui emerge che buona parte degli infortuni nasce proprio da una cattiva organizzazione del lavoro e da comportamenti pericolosi o inadeguati dei lavoratori.
In quest’ottica si punta a rendere più efficace la formazione, soffermandosi anche sull’apprendimento pratico da affiancare a quello teorico e normativo, puntando su metodologie interattive e innovative che possano far crescere la cultura della sicurezza in tutte le figure partecipi della prevenzione aziendale.

Segue il link dell’Allegato 3 della Delibera n.151 del 2016, con il quale la Regione Toscana definisce gli obiettivi di formazione strategica per il quinquennio 2016 -2020, vi invitiamo a leggerlo.



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