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Cronaca lunedì 25 agosto 2014 ore 17:03

Rifiuti pericolosi nella cava di Paternò

Arpat e la Guardia Forestale hanno eseguito gli accertamenti sul materiale sequestrato a febbraio nella cava in Mugello. Trovate tracce di "500 Mesh"



FIRENZE — Lo chiamano "Polverino 500 Mesh" e secondo la Guardia Forestale proverrebbe dall'azienda Med Link di Aulla che sarebbe dovuto essere trattato come rifiuto speciale e che invece sarebbe stato "venduto come un sottoprodotto, accompagnato da una scheda tecnica contenente informazioni non rispondenti alla vera natura e composizione".

Tutto questo nonostante l'azienda stessa avesse ben chiara la pericolosità di questo materiale che contiene un quantitativo di nichel pari a 799 mg/kg. "In relazione ai succitati esiti analitici - si legge in un documento della Med Link - tenuto conto del giudizio espresso cautelativamente vista l'impossibilita di determinare il composto che ne può causare la pericolosità (nello specifico ossidi di Nichel), il rifiuto verrà classificato speciale pericoloso".

Il "Polverino 500 Mesh" è la sostanza maggiormente pericolosa di cui l'Arpat e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno trovato traccia a febbraio scorso nello stabilimento "ex calce di Paternò" che si trova nel Mugello. In quell'occasione furono sequestrate 1300 "big bags" sulle quali la Procura di Firenze ha poi disposto le analisi e furono disposti i sigilli in cinque siti di stoccaggio di rifiuti nelle province di Firenze, Massa Carrara, Prato e Biella. A luglio, infine si è proceduto con un altro sequestro.


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