Attualità Domenica 25 Ottobre 2026 ore 09:15
Toscana, entro il 2029 serviranno 200mila nuovi lavoratori

L'ultimo studio della Cgia accende i riflettori sul rapporto tra pensionati e lavoratori: in Toscana il saldo è positivo, ma in una provincia no
TOSCANA — Che il sistema pensionistico italiano sia quantomeno sotto pressione non è certo una notizia. Basti pensare che soltanto nel 2025 vi erano 24,1 milioni di occupati e sono state pagate quasi 23,2 milioni di pensioni. Un rapporto ormai di uno a uno, mentre negli anni Ottanta vi era un pensionato ogni tre lavoratori. Ma i numeri rischiano di peggiorare ulteriormente: tra 2025 e 2029, infatti, usciranno dal lavoro 3 milioni di lavoratori, per una spesa pensionistica destinata a crescere di oltre il 10%. Cifre insostenibili che preoccupano, anche in Toscana.
Del resto, come testimoniato dall'ultimo studio realizzato dalla Cgia di Mestre, la nostra regione è la settima in Italia per domanda di sostituzione, ovvero il numero di lavoratori che serviranno a rimpiazzare quelli prossimi alla pensione. Entro il 2029 serviranno più di 200mila nuovi lavoratori, oltre la metà dei quali nel settore privato.
E che la faccenda sia piuttosto urgente lo testimonia l'età media dei lavoratori toscani. L'incidenza degli over 50 è del 34,5%, più di un lavoratore ogni tre, oltre la media italiana del 32,7%. Peggio della Toscana fanno soltanto tre regioni: Friuli-Venezia Giulia (35,7%), Liguria (35,6%) e Basilicata (35,1%).
Per il momento, comunque, in Toscana sono più i lavoratori dei pensionati. Mentre in ben 11 regioni ci sono più pensioni da pagare che stipendi da versare, nella nostra i lavoratori superano i pensionati di 181mila unità: 1,5 milioni di pensioni contro 1,7 milioni di dipendenti. In una provincia, però, non va così: a Massa-Carrara, infatti, nel 2025 sono risultate 81.173 pensioni contro 78.442 lavoratori, per un saldo negativo di -2.731.
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