Questo sito contribuisce alla audience di 
Toscana Media News quotidiano online.
Percorso semplificato Aggiornato alle 13:50 METEO:FIRENZE13°  QuiNews.net
Toscana Media News - Giornale Online
martedì 31 gennaio 2023
Tutti i titoli:
corriere tv
Caso Cospito, Donzelli (FdI): «La sinistra sta con lo Stato o con terroristi?». E in Aula scoppia il caos

Cronaca martedì 12 novembre 2019 ore 18:50

Estremismo di destra, obiettivo: la moschea

Progettavano di far esplodere la moschea di Colle Val d'Elsa gli indagati nell'inchiesta della Dda. Sono tutti incensurati, tre lavorano in Mps



FIRENZE — I dodici destinatari delle perquisizioni messe in atto stamattina in provincia di Siena su ordine della Direzione distrettuale antimafia nell'ambito di un'inchiesta su un gruppo estremista di destra sono risultati tutti incensurati e al momento non sono emersi legami con formazioni politiche di estrema destra già esistenti. A dichiararlo è stato il procuratore capo di Firenze e della Dda Giuseppe Creazzo,  precisando che le perquisizioni che hanno riguardato abitazioni, uffici, capannoni e magazzini di Poggibonsi, Sovicille e del centro di Siena sono state state il primo atto di indagini da sviluppare ulteriormente (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Durante le perquisizioni è stato posto sotto sequestro molto materiale: tritolo, ordigni bellici della Seconda Guerra Mondiale, polvere da sparo recuperata, silenziatori costruiti in modo artigianale.

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il gruppo avrebbe progettato di far esplodere la moschea di Colle Val D'Elsa utilizzando la condotta del gas ma poi avrebbe deciso di rinunciare nel timore che le forze dell'ordine scoprissero il piano.

I membri del gruppo non sono persone giovani e comunicavano fra loro attraverso i social network o direttamente per telefono. Fra i componenti più attivi c'è un sessantenne, a lungo intercettato: l'uomo aveva aperto sui social un gruppo denominato "Ritorneremo"; inoltre, insieme al figlio, avrebbe ritrovato grazie a un metal detector alcune bombe della Seconda Guerra Mondiale da cui avrebbe recuperato polvere da sparo poi utilizzata per riempire bottiglie di vetro. Il sessantenne avrebbe anche postato sui social proprie foto con addosso le mostrine delle SS, tute mimetiche o con in braccio un lanciarazzi. In un altro scatto è inquadrato nel luogo in cui fu fucilato Benito Mussolini con le mani atteggiate a sparare contro un cartello dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani. 

Un altro membro del gruppo ha 66 anni ed è un esponente del Movimento idea Sociale. Altri tre sono risultati dipendenti del Monte dei Paschi di Siena.

L'accusa a carico degli indagati è detenzione abusiva di armi ed esplosivi aggravata dalla finalità di terrorismo.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Per soccorrere il 53enne era stato attivato anche l'elicottero Pegaso. Tutto inutile, per lui non c'è stato nulla da fare. Indagano i carabinieri
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicola Belcari

QUI Condoglianze



Qui Ambiente

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Attualità

Cronaca

Attualità