Economia Lunedì 09 Marzo 2026 ore 10:30
Guerra in Medio Oriente, stangata energetica sulle imprese

La guerra fa impennare i costi di gas e luce. Toscana è particolarmente esposta, specie col distretto cartario lucchese. Le stime della Cgia di Mestre
TOSCANA — La guerra in Medio Oriente apparecchia rincari stellari in bolletta per tutti, con le quotazioni del gas e i costi dell'energia elettrica già in impennata da giorni. La situazione rischia di presentare un conto salatissimo alle imprese, con successiva ripercussione sui prezzi al consumo dei prodotti anche d'uso quotidiano.
La Cgia di Mestre ha elaborato uno studio d'impatto sull'andamento dei costi energetici per le imprese in questo 2026, simulando lo scenario sulla base dei consumi passati. Ebbene, il risultato non è confortante. La Toscana risulta infatti la quinta regione italiana per portata della stangata attesa sulle imprese: un aumento di 670 milioni di euro col distretto cartario di Lucca fra i più a rischio rincari.
Più critica risulta solo la situazione della Lombardia (quasi +2,3 miliardi di euro) dell’Emilia Romagna (+1,2 miliardi), del Veneto (+1,1 miliardi) e del Piemonte (+879 milioni).
Sotto il profilo dei distretti economico-produttivi, si accennava poco sopra, il cartario di Lucca risulta fra i più esposti a livello nazionale insieme fra gli altri a quello delle piastrelle di Sassuolo nel Modenese, del vetro di Murano, del prosciutto di San Daniele ad Udine, dei salumi di Parma o del tessile comasco come del siderurgico a Taranto.
"Alla vigilia dell’attacco israelo-americano all’Iran (venerdì 27 Febbraio), il gas scambiava a 32 euro al megawattora e l’energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni (al 4 Marzo del 2026) i prezzi sono balzati rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro - danno conto gli analisti della Cgia mestrina - per poi flettere di poco".
I settori che rischiano di subire il maggior contraccolpo sono metallurgia (acciaierie, fonderie, ferriere...); commercio (negozi, botteghe, centri commerciali...); servizi come cinema, teatri, discoteche, lavanderie, parrucchieri, estetiste e simili; alimentari (pastifici, prosciuttifici, panifici, molini...); alberghi, bar e ristoranti; trasporto e logistica; chimica. Non sono che alcuni. La tensione intanto non si attenua.
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