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Cronaca domenica 04 giugno 2017 ore 14:10

Travolti dall'ondata di panico a Torino

Il racconto di un viareggino e di un livornese che si sono trovati nel delirio di piazza San Carlo durante la finale di Champions Juventus-Real Madrid



TORINO — Si aggrava il bilancio dei feriti causati dal panico tra i tifosi che assistevano alla finale Champions dal maxi schermo allestito in piazza San Carlo. Il tutto innescato da un falso allarme.

L'ultimo bilancio parla di 1.527 persone che hanno avuto bisogno di cure mediche. E' quanto comunica la Prefettura. Sono tre le persone in codice rosso, fra cui un bambino ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita.

E tra le trentamila persone c'era anche Rodolfo Salemi, consigliere comunale di Viareggio,e una famiglia livornese che su Facebook hanno raccontato quei momenti tragici.

"Ero in cima al gruppo - scrive Rodolfo Salemi - quando all'improvviso abbiamo sentito un boato e il pavimento tremare, era il rumore di centomila persone che stavano correndo a tutta velocità verso di noi. Quando ci siamo fermati abbiamo visto bambini a terra, persone ferite, sangue sulle maglie di uomini che piangevano, borse e scarpe abbandonate, ambulanze ovunque".

Giacomo Kotzian era a Torino insieme alla famiglia e su Facebook racconta: "Se stiamo bene e non siamo feriti è un miracolo. Improvvisamente siamo stati travolti da un onda umana che scappava in preda al panico. Ho pensato subito ad un attentato. Ho preso Filippo e ci siamo riparati dietro ad una colonna dei loggiati ma siamo stati travolti ugualmente. Per fortuna siamo rimasti in piedi perché quelli che cadevano venivano calpestati e inoltre si tagliavano per i vetri delle bottiglie in terra. In terra c'erano centinaia di scarpe e sangue ovunque". 

Il terribile racconto continua: "Quando sembrava che la situazione andasse migliorando è ripartita una carica dalla parte opposta ed ho sentito urlare "sparano sparano" Ho pensato davvero che fosse un attentato e non sapevo dove andare. Tutti che piangevano la maggior tagliati che perdevano sangue e che avevano perso i propri amici i telefoni non funzionavano". 

La procura di Torino intanto ha avviato un'indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvenuto ieri sera. Come ipotesi di reato è stato formulato, per adesso, il procurato allarme. 

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