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Lavoro venerdì 25 febbraio 2022 ore 18:40

Tpl toscano fermo per sciopero, presidio a Firenze

Presidio regionale a Firenze in occasione delle 24 ore di sciopero indetto a livello nazionale da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal



FIRENZE — Sciopero di 24 ore di tutto il settore del trasporto pubblico locale, che in Toscana occupa circa 6000 lavoratori e riguarda gli autobus gestiti dall'azienda unica regionale e la tramvia di Firenze con un presidio nel capoluogo toscano.

Alta l’adesione allo sciopero in Toscana. Nel turno della mattina, media regionale al 75%, con punte oltre il 90% a Pisa, Firenze e Grosseto, secondo i dati forniti dai sindacati.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal hanno protestano con un presidio sotto la prefettura di Firenze "contro il rifiuto delle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav di entrare nel merito di una reale trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità Tpl) e per il miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali".

"Lo sciopero si rende necessario - hanno spiegato i sindacati - per dare a cittadini e lavoratori un trasporto pubblico più sicuro, di qualità, accessibile per tutti. Ma anche per garantire un salario più dignitoso, che dia futuro ai giovani e salvaguardi i più anziani. Siamo consapevoli che ogni giornata di sciopero è un pesante sacrificio per i cittadini utenti e i disagi sono ancora più pesanti a livello territoriale ma allo stesso tempo rivendichiamo il giusto adeguamento salariale per circa 6000 lavoratori impiegati in Toscana in questo settore e insieme la sicurezza e il diritto a un servizio di qualità per tutti i cittadini. Per questo chiediamo l’intervento della Regione presso la Conferenza Stato Regioni e il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”.

I sindacati hanno diramato una lettera aperta agli utenti

"fin dall’inizio di questa pandemia i lavoratori del Tpl non hanno mai smesso di essere al tuo fianco. Hanno sempre garantito il tuo diritto costituzionale alla mobilità anche nei momenti peggiori, quando cioè lavorare significava essere esposti al contagio, a rischio quindi della propria salute, dimostrando un forte senso del dovere. Questi sono le tranviere ed i tranvieri che ogni giorno accompagnano i nostri cari al lavoro ed a scuola. Da anni chiediamo riforme al fine di rendere il servizio efficiente e moderno; migliore sia dal punto di vista della qualità sia della quantità, che dia risposte alle esigenze degli Utenti ed al contempo possa diventare davvero un’alternativa al trasporto privato che inquina e degrada le nostre città ed il nostro ambiente. Chiediamo anche di migliorare la qualità di vita e le condizioni di lavoro degli addetti che hanno orari di impiego pesantissimi alla guida di mezzi quasi sempre vetusti, in strade impossibili ma con un salario ormai insufficiente a fronte della loro accresciuta responsabilità penale prim’ancora che professionale. Non a caso non si trovano più persone disponibili a svolgere il nostro lavoro. Se per le riforme occorre un cambio di mentalità e di prospettiva della politica verso il Trasporto Pubblico che preveda risorse e programmazione per un cambiamento concreto, per le condizioni normative e salariali degli addetti la soluzione passa attraverso il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di categoria che è scaduto da oltre 4 anni. Ebbene, ad oggi le controparti offrono un rinnovo per sé stesse a costo zero... senza alcun tipo di aumento salariale per i lavoratori. Per il sindacato questa posizione è inaccettabile in considerazione delle ingenti risorse pubbliche già stanziate a favore delle aziende: 3 miliardi di Euro per mancati ricavi da traffico, 1 miliardo per incremento Fondo Nazionale Trasporti, altre risorse per il servizio aggiuntivo delle scuole, ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2020-21". 


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