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Attualità sabato 18 aprile 2020 ore 15:51

Valdarnese bloccata in Messico: "Abbiamo paura"

Covid-19, video appello degli italiani bloccati in Messico

Per l'emergenza coronavirus non riesce più a tornare in Italia e insieme ad altri ha lanciato un appello su Facebook. Mentre la situazione si complica



VALDARNO — Elisa fa l'infermiera in Valdarno e ha una casa in Messico, a Tulum, dove tutti gli anni riesce a trascorrere almeno un mese, tra la fine febbraio e inizio marzo. Quest'anno, però, non aveva fatto i conti con il coronavirus e adesso non riesce più a tornare, così come altri italiani. Assieme hanno lanciato un video appello su Facebook perché qualcuno li aiuti.

Anche perché a causa del Covid-19 la situazione in Messico peggiora di giorno in giorno. "Il problema oltre al virus e all'inesistenza di buoni ospedali - ci racconta Elisa -,è la criminalità. Qui, chiudendo tutte le strutture, hotel, ristoranti, ditte edili... migliaia di persone hanno perso il lavoro e la fame fa paura. Abbiamo circondato le nostre casa di filo spinato a aumentato la sicurezza ma non stiamo tranquilli".

Elisa si trova con Alessandro, il suo compagno, che lavora 6 mesi l'anno in Messico. 

"Un'altra mezza dozzina di amici è a Playa del Carmen. Ci siamo ritrovati qui in Quintana Roo bloccati dalla situazione. Io e Ale dovevamo rientrare il 21 marzo ma sia quel volo che altri due sono stati cancellati senza rimborso. Prima di prenderne un altro vorremmo essere sicuri che parta per questo siamo qui... senza biglietto di ritorno... Quelli come noi, circa 200, che si son lanciati a comprare altri biglietti si son visti cancellare il volo a loro volta. Per questo abbiamo creato un gruppo su FB, dove ci si confronta e supporta e cerchiamo di trovare una soluzione insieme".

A questo punto chiediamo a Elisa se ha avuto contatti con l'Ambasciata Italiana, con il Consolato o con la Farnesina. 

"La Farnesina non ha mai risposto ad una mail, mandate a decine - risponde -: mai stato possibile raggiungerla al telefono neanche dall'Italia. Aveva coordinato un volo di rimpatrio il 25 marzo ma, messo in rete 36 ore prima, molti lo hanno visto che già era in tilt il sito, molti lo hanno perso per non essersi potuti spostare in fretta, molti sono finiti in overbooking. L'Ambasciata è da marzo che ci dice di stare in casa, che fino a fine maggio non ci saranno voli. Il Consolato è l'unico che si adopera cercando di trovare soluzioni, anche se fisicamente è chiuso. Purtroppo i suoi voli alternativi sono stati cancellati a loro volta (Air France chiude lunedì)".

I dati ufficiali sull'epidemia Covid-19 in Messico parlano di circa 7mila contagi e 500 morti. Ma sono dati che non rispecchiano la realtà.

"Qui in Messico siamo in fase 3 - dice in proposito Elisa - che significa la fase più acuta dove è sconsigliato uscire di casa di giorno (strade chiuse con impalcature) e vietato di notte. I casi aumentano ma non in modo esponenziale, il governatore ammette di dover moltiplicare i casi per 20". 

"Piscine, mare, negozi, strade... tutto è sbarrato. Se ignori i 40 gradi e provi a fare una passeggiata puoi imbatterti in poliziotti che ti chiedono soldi per qualsiasi sciocchezza... e c'è anche tanta rabbia fra la popolazione verso gli ‘untori’ stranieri e verso la comunità italiana che vive qui, che fa da capro espiatorio per il disastro economico che sta colpendo il Messico... Non siamo tranquilli. Anzi, vorremmo veramente andarcene da qui il più in fretta possibile!"

Guido Bini
© Riproduzione riservata


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