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giovedì 01 dicembre 2022

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​Dal comfort alla crescita

di - venerdì 09 settembre 2022 ore 08:00

In Toscana abbiamo luoghi fantastici e tantissimi borghi, piccole città che si sviluppano da una piazza centrale, su cui affacciano il municipio, la chiesa e le maggiori attività commerciali, e le abitazioni e gli altri servizi che si snodano attorno a questa. Negli anni, direi nei secoli, queste realtà sono rimaste centri storici e le città si sono espanse a macchia d’olio, come fossero cerchi concentrici che si allargano allontanandosi dalla parte centrale, quella più nota e, generalmente, più vissuta.

Perché parlo di città e del loro sviluppo? Beh, perché, a mio avviso, hanno molto in comune con noi e con il nostro modo di vivere le esperienze.

La piazza centrale, sicura e conosciuta, è la nostra zona di comfort, quella sulla quale sentiamo di avere il controllo, dove il rischio viene percepito come basso se non del tutto assente, la sicurezza è alta e ci sentiamo rilassati. Ma se rimaniamo solo lì, non possiamo avere la possibilità di conoscere altri mondi, non possiamo sapere cosa c’è oltre la piazza. Ecco che dobbiamo attraversare vicoli bui, la zona di paura, nella quale ci sentiremo a disagio, percepiremo una scarsa fiducia nelle nostre stesse possibilità, cercheremo scuse per non fare, influenzati molto dalle opinioni altrui e ci focalizzeremo solo sui problemi, senza guardare alle possibilità. È chiaro che, se ci fermiamo in questa posizione, non faremo molta strada, e non comprenderemo nemmeno perché abbiamo deciso di addentrarci in quei vicoli. Ma se abbiamo la giusta dose di coraggio per continuare il nostro percorso, usciti dai vicoli, troveremo nuove strade che ci potranno portare in nuovi luoghi.

Entreremo in quella che è la fase di apprendimento, nella quale le opportunità saranno oggetto della nostra attenzione, e dove potremmo cercare di trovare soluzioni alternative ai nostri problemi o, in ogni caso, impareremo nuovi modi per affrontarli, accettando anche nuove sfide e affinando le nostre competenze sia concrete che emotive. Aver lasciato quella piazza passando dai vicoli stretti, sembrerà un azzardo meno azzardato del previsto. E allora saremo pronti, davvero pronti, per affrontare tutto ciò che c’è all’esterno, vedere luoghi nuovi e sconosciuti e scegliere e decidere e conoscere.

Saremo entrati nella zona di crescita, quella che ci permette di aumentare la nostra autostima, di trovare nuovi scopi, nuovi obiettivi, nuovi traguardi da raggiungere, vedendo anche oltre il qui ed ora, attivando un pensiero lungimirante, spinti da una nuova e potente motivazione.

Se tutto questo sono riuscite a farle delle città, partite come piccoli borghi, possiamo farlo anche noi. Le mura sono importanti per proteggerci, ma non devono diventare gabbie. I confini servono anche per essere varcati e sorpassati. È nell’incontro con l’altro e con il diverso-da-noi che possiamo crescere. Per cui proviamo ad uscire dalla nostra zona di comfort e annotiamoci tutto ciò che di nuovo troviamo là fuori! Potrà capitare di sentirci pesci fuor d’acqua, ma almeno potremo apprendere qualcosa di nuovo!


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