Questo sito contribuisce alla audience di 
Toscana Media News quotidiano online.
Percorso semplificato Aggiornato alle 11:03 METEO:FIRENZE23°37°  QuiNews.net
Toscana Media News - Giornale Online
sabato 31 luglio 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Lombardia, Bertolaso: «Tra i vaccinati con doppia dose zero morti da variante Delta»

Cronaca martedì 22 marzo 2016 ore 20:20

A pochi metri dall'esplosione nella metro

Lorenzo Fiumalbi e Rossella Guzzo

Il rottigiano Lorenzo Fiumalbi vive e lavora con la moglie Rossella a Bruxelles: "La fermata dove c'è stato l'attentato è quella prima della mia"



PONTEDERA — "C'è paura ma anche tanta rabbia per tutta questa situazione. Gente che si fa esplodere, la polizia che fa mille controlli e poi succedono tre attentati in una mattina. C'è tanta insicurezza. Siamo chiusi in casa ma domani abbiamo un aereo prenotato da tempo per tornare in Italia e vorremmo prenderlo". A parlare è Lorenzo Fiumalbi 35 anni, nato a Pontedera e residente fino al 2009 alla Rotta. Fiumalbi vive in Belgio insieme alla moglie Rossella Guzzo, 32 anni di Cosenza. Questa mattina i due hanno vissuto, seppur in una condizione di relativa sicurezza, le drammatiche ore degli attentati in cui fino ad adesso si contano almeno 34 morti e più di duecento feriti.

"Ho preso la metro alle 8,30 a duecento metri dalla fermata di Maelbeek. Quando sono uscito i fatti dell'aeroporto erano già successi - ha detto Lorenzo che abbiamo intercettato con una telefonata su Fb - ma non avendo acceso tv o radio non ne sapevo niente finché non sono arrivato a lavoro". Fiumalbi è project manager in una compagnia americana che tiene corsi di formazione per lo sviluppo della leadership: "Appena arrivato mi hanno detto che oltre ai fatti dell'aeroporto, un attentato era successo anche alla metro vicino casa mia. Ho subito chiamato mia moglie e gli ho detto di stare in casa. Lei lavora nella Commissione europea e questa mattina, per fortuna, non è andata a lavoro presto".

Rossella Guzzo lavora nella sezione per il cambiamento climatico: "Adesso siamo in una situazione simile a quella che abbiamo vissuto dopo gli attentati di Parigi - ha detto - ero con la delegazione che andò a Parigi dopo il 13 novembre per la conferenza sul clima. La città era blindata e lo stesso accade qua. Questa mattina ho ricevuto comunicazione di non recarmi a lavoro. Avevo capito che era successo qualcosa, ho sentito passare tante, troppe ambulanze, sirene, polizia".

"Come successe anche a fine novembre - ha ripreso Lorenzo - quando qui a Bruxelles scattò l'allerta 4, la più alta. Eravamo prigionieri in casa. Adesso è lo stesso. Subito dopo aver parlato al telefono con mia moglie ci è stato detto che potevamo scegliere se rimanere in ufficio, per una questione di sicurezza, oppure se tornare a casa. Mi sono organizzato con una collega e con la sua auto sono tornato indietro. C'era pochissimo traffico, nessuno era in giro. In mezzora siamo arrivati a casa".

"Certo, ho avuto paura, tanta - ha confessato Lorenzo - ma anche rabbia per come queste situazioni si verificano. Per noi occidentali è difficile concepire gente che si fa esplodere. E poi la polizia. Pochi giorni fa hanno catturato Salah Abdeslam eppure nonostante fossero 3-400 poliziotti schierati gli era fuggito. Lo hanno ripreso sette giorni dopo". A preoccupare Fiumalbi è il senso di incertezza: "Mi spaventa l'inadeguatezza della polizia, non ci sentiamo al sicuro anche se Bruxelles è una città internazionale e allo stesso tempo a misura d'uomo, non come Londra o Parigi".

"Non vogliamo prendere una decisione affrettata sull'onda emotiva di quanto successo - ha detto Rossella - certo che il pensiero se andare via o rimanere c'è stato".

La situazione di paura e incertezza ai massimi livelli non è però stata una scoperta di questa mattina per Fiumalbi: "Ho già vissuto qualcosa di simile nel 2005 perché ero a Londra per due mesi per una vacanza studio". Il 7 luglio morirono 56 persone in diversi attentati avvenuti sulle linee dei trasporti pubblici: "Quel giorno a Londra staccarono le linee telefoniche per evitare che i terroristi facessero detonare le bombe coi telefoni. Non so se è per questo che anche qui dopo un po' non c'era più linea". 

La situazione che Lorenzo e Rossella si apprestano a vivere non è facile: "Adesso vogliamo tornare in Italia - ha precisato Lorenzo - per le vacanze di Pasqua. Stiamo vedendo come fare a raggiungere l'aeroporto di Charleroi. Qui credo che ci sarà una situazione simile a quella di fine novembre: avevano chiuso la metro e militarizzato la città, il consiglio era non uscire di casa. Una situazione di vuoto surreale". 

Giorni di reclusione con il mondo fuori che prova a vivere normalmente anche se di normale, ma soprattutto di sicuro, non c'è niente: "I supermercati sono aperti, 'non uscire' è solo un consiglio. Il problema è come rientrare nella normalità, ogni volta che prendi la metro ci pensi, c'è un senso di grande insicurezza e poca fiducia nella polizia" ha concluso Lorenzo.

René Pierotti
© Riproduzione riservata

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
E’ di Francesco Pantaleo, il ragazzo di Marsala scomparso a Pisa, il cadavere carbonizzato trovato sul ciglio di un fossato ad Orzignano nel Pisano
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Federica Giusti

QUI Condoglianze



Qui Ambiente

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Attualità

Cronaca