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​Boom di vendita online del CBD: l’origine del fenomeno e qualche dato

Negli ultimi mesi, tantissime persone hanno conosciuto i vantaggi della cannabis light anche grazie al boom delle vendite di CBD o cannabidiolo



ITALIA — Quando si parla di business di successo negli ultimi anni, un doveroso cenno deve essere dedicato alla cannabis light. Questa pianta e i prodotti da essa derivati sono stati dichiarati legali in Italia - stiamo parlando di uso non terapeutico - con la Legge 242/2016.

Questo testo normativo, entrato in vigore nel gennaio dell’anno successivo, consente la commercializzazione e il consumo - oltre alla coltivazione - di cannabis caratterizzata da una percentuale di THC, principio attivo psicoattivo per eccellenza, inferiore allo 0,2.

A tal proposito è doveroso ricordare che, dal momento che per i produttori non è facile mantenere questa soglia, il legislatore ha messo in primo piano un margine di tolleranza. Alla luce di ciò, si può parlare di cannabis legale anche in caso di THC presente in una percentuale massima pari allo 0,6.

Attenzione: come sopra accennato, non si parla di cannabis terapeutica. Quest’ultima, infatti, è regolamentata da una legge risalente al 2006. Dopo questa doverosa premessa, possiamo entrare nel vivo delle specifiche relative al boom delle vendite di cannabis light degli ultimi mesi.

CBD: cosa c’è dietro al boom degli ultimi mesi

Negli ultimi mesi, tantissime persone hanno conosciuto i vantaggi della cannabis light anche grazie al boom delle vendite di CBD o cannabidiolo. Questo principio attivo, il più famoso dopo il THC, è privo di effetti psicoattivi. Anzi, per essere precisi è bene fare presente la sua capacità di attenuarli.

Ottimo quando si tratta di favorire il rilassamento e di combattere l’insonnia in maniera naturale - per questo, soprattutto sotto forma di olio, è stato super richiesto durante la quarantena finalizzata al controllo del contagio da Coronavirus - è contraddistinto anche da una notevole efficacia antinfiammatoria. In virtù di quest’ultima peculiarità, il CBD viene utilizzato come ingrediente di diversi cosmetici. Da non dimenticare è inoltre la possibilità di parlare di olio al CBD per massaggi.

Il già citato effetto antinfiammatorio, che si concretizza quando il cannabinoide di cui stiamo parlando interagisce con i recettori del sistema endocannabinoide del corpo umano, può rivelarsi utile in diversi casi. Tra questi, ricordiamo i dolori articolari causati da alcune forme di artrite.

Abbiamo citato l’olio di CBD, ossia la principale alternative per chi vuole utilizzare questo principio attivo. Da non trascurare sono anche altre soluzioni interessanti. Tra queste è possibile citare le infiorescenze, particolarmente adatte a un’utenza esperta, ma anche i cristalli, che possono essere sia vaporizzati - avendo cura di non esagerare con le temperature - sia sciolti sotto la lingua.

Boom del CBD: il caso della Toscana

Il lockdown che ha riguardato l’Italia dal mese di marzo al mese di maggio ha rappresentato una situazione inedita, vicina all’immaginario cinematografico più che alla realtà effettiva. Questo, ribadiamo, ha portato molte persone ad affrontare situazioni di stress. Premettendo il fatto che parliamo di rimedi per condizioni di natura non patologica, ricordiamo che, nel CBD, tantissimi utenti hanno trovato un’alternativa per tenere sotto controllo il forte stress e per migliorare la qualità del sonno.

E-commerce anche giovani si sono trovati, da una settimana con l’altra, a gestire il quintuplo degli ordini. Giusto per fare l’esempio di una delle 20 Regioni italiane, ossia la Toscana, facciamo presente che, nei mesi di febbraio e marzo, gli imprenditori attivi nel mondo della cannabis light hanno registrato un fatturato pari alla metà dell’intero 2019.

A contribuire a questo successo ci hanno pensato anche ottimi servizi di delivery, che hanno incentivato l’attenzione al benessere da parte dei clienti finali che, nei mesi del confinamento, hanno avuto molto più tempo a disposizione.

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