Vitamina D
di - Domenica 15 Marzo 2026 ore 08:00

Il medico di famiglia -che poi la mia famiglia, intesa come residenza, sono solo io- consultando le analisi del sangue, mi ha prescritto l’assunzione di Vitamina D. Che, si vede, me ne occorre di più. Le vitamine, con tutto l’alfabeto che le caratterizza, si chiamano così perché servono alla vita. Da cui l’uso forsennato di integratori. La D è necessaria per le ossa, il calcio e il fosforo. Che di fosforo a questo mondo ci sarebbe tanto bisogno! E non solo per le ossa o l’invecchiamento della popolazione. Trenta gocce la Domenica, dopo che sei andato a Messa, dice il dottore. Così te lo ricordi. Gli ho risposto, cosa mi devo ricordare, di prendere le gocce o di andare alla Messa? E poi mi sono chiesto: sarà un nuovo sistema di conversione? Dopo le Crociate in Terra Santa e l’Inquisizione Spagnola, la Vitamina D. Un segno dell’evoluzione dei tempi e della fede. Forse Vitamina D sta per Vitamina di Dio. Questi cattolici ne sanno una più del diavolo!
È tanto mai che non vado a Messa. Solo per le esequie funebri e allora bisogna aspettare che muoia qualcuno e possibilmente non io, altrimenti non ha senso. Sono un non credente rispettoso, un ateo non praticante. Così in questa incertezza -se tornare a Messa oppure no- ancora non ho preso le mie gocce. Per me non sempre la religione aiuta. Non per il libero arbitrio, né per la Vitamina D. L’unica sarà farmela segnare in pillole, magari da assumere a metà settimana.
Non so se manco più di Vitamina D, di fede cristiana o di fiducia nel farmaco. Fatto sta che le gocce sono una palla. Tirarle su con la pompetta, contarle con precisione mentre cadono sulla brioche -e non direttamente nel tè per non inquinarlo con quella soluzione oleosa- è molto impegnativo. E tutto questo nel giorno del Signore, ma anche del riposo è un lavorone, un mestierraccio, come dicono i Pisani. Devi ricaricare più volte la pompetta, così non ricordi a che numero di gocce sei arrivato e ciò rende la cosa difficile e incerta. Un problema, anche dal punto di vista della matematica che, con la valida eccezione di Bertrand Russell, non dovrebbe essere un’opinione. Trenta sono. Oltretutto dice che assumerne in eccesso di quella roba lì, non è bene. Troppo calcio all’uomo fa male. C’è scritto anche nel “bugiardino”, che in questo caso non mente. È come un abuso di sostanze e non ho voglia di drogarmi di Vitamina D, mi basta la dipendenza dalla Melatonina che prendo per dormire.
Ho detto al dottore: so che per la Vitamina D basta anche il sole. Vero, allora più che un medico ti ci vorrebbe un meteorologo, ha risposto rivelando un discreto “sense of humor”. I medici, che buontemponi! Umorismo in pillole, due volte al giorno, ore pasti. Il dottore mi vuol bene e si prende cura di me, ciò non di meno insisto: con la compagna, se c’è bel tempo, andiamo a Marina di Pisa. Una bella giornata: passeggiata lungomare, iodio, frittino di pesce e sole. Può bastare? No, prendi ‘ste gocce e non rompere i coglioni.
Siamo in confidenza, mi conosce da tanto e, in effetti, come dargli torto? Smanetta sul computer ed esce la ricetta. Un tempo era scritta a mano con abbreviazioni e senza punteggiatura: ci volevano un traduttore e il decifratore della macchina Enigma per capire cosa c’era scritto. È il progresso. Anche la Vitamina ai miei tempi arrivava fino alla C e bastavano le arance tarocco. E vabbè, farmaco più, farmaco meno, piglierò anche le goccioline benedette e sarà quel che Dio vorrà. “La Domenica andando alla Messa”,cantava Gigliola Cinquetti, eallaMessami aspettano per ricordarmi la Vitamina di Dio. Invano. Ma Lui lo sa.
Marco Celati
Pontedera, Marzo 2026
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“La Domenica andando alla Messa”, Gigliola Cinquetti
https://youtu.be/DoKrIJ3m2dw?is=8Gar5Zva3ZRnD49B










