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mercoledì 16 ottobre 2019

Politica venerdì 13 settembre 2019 ore 16:05

"Conte 2, nessuna discriminazione per la Toscana"

il seretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti

Il segretario nazionale del Pd Zingaretti placa le proteste scatenate dall'assenza di esponenti toscani nel governo. Rossi: "Polemiche dannose"



BOLOGNA — La nuova squadra di governo completa di viceministri e sottosegretari era stata appena ufficializzata e per il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti è scoppiata la grana toscana. Nel nuovo esecutivo non c'è neppure un toscano, circostanza che ha innescato le proteste della segretaria regionale Simona Bonafè e di altri esponenti dell'area renziana, che hanno parlato di "purga" e "vendetta" contro Matteo Renzi e i suoi mille giorni da premier (vedi qui sotto gli articoli collegati).

In occasione di un evento pubblico a Bologna, Zingaretti ha respinto l'accusa di aver discriminato politicamente la Toscana.

"Ci sono stati anche dei problemi, ho visto la Toscana e altri casi, ma sono figli della coincidenza di tanti criteri, di territori, di competenze, di sensibilità politiche, di genere e di condizioni che, alla stretta, possono creare problemi - ha detto il segretario dem - Assicuro che non c'è nessun tipo di discriminazione politica, non era questo e non è mai stato questo l'obiettivo di nessuno".

"I democratici devono essere contenti - ha detto ancora Zingaretti - perchè grazie al buon rapporto con i nostri alleati e a chi ha seguito le trattative, c'è un'ottima rappresentanza numerica e di personalità all'interno del governo. I territori non rappresentati sono temi che dovremo affrontare ma non perdiamo di vista che c'è un governo che sta partendo e il Pd, insieme agli alleati, è il protagonista di questa avventura. Ora dobbiamo realizzare il programma".

In difesa di Zingaretti è sceso in campo il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che pochi mesi fa si è nuovamente iscritto al Pd dopo la parentesi in Articolo Uno-Mdp.

"Il problema di una mancata rappresentanza della Toscana nel governo esiste - ha scritto Rossi in una nota - Qualche giorno fa, assieme alla giunta, avevo chiesto attenzione per la nostra Regione, soprattutto a partire dal tema delle infrastrutture che giudico prioritario per la Toscana. Tuttavia ricondurre questo problema a una vendetta contro Matteo Renzi mi pare profondamente sbagliato e divisivo. Non si può certo dire che l'area che fa capo a Renzi sia sotto-rappresentata nella compagine di governo. Su nove ministri del PD, tre sono “renziani”, su diciotto sottosegretari mi risulta che almeno cinque appartengano a quell'area". 

"Quella dell'ex presidente del consiglio è una minoranza ben rappresentata anche in Toscana, pur avendo Zingaretti vinto le primarie del marzo scorso - prosegue Rossi - Il problema, dunque, non è correntizio né relativo a discriminazioni interne alle aree politiche bensì di sotto-rappresentanza della nostra regione nel nuovo esecutivo. Sono certo che gli esponenti democratici che siedono nel governo sapranno tener conto di questo problema e fin da subito mi attiverò per richiedere incontri a tutti i ministri per esporre i dossier e le richieste della nostra Regione. Anche a me qualche volta è capitato, avendo io stesso dovuto formare due governi regionali, che una provincia potesse restare esclusa dalla giunta. Ma questo non ha significato minore attenzione verso quella realtà da parte mia e del governo regionale. I ministri e i sottosegretari giurano sulla Costituzione nell’esclusivo interesse nazionale. Sono convinto che queste polemiche lasciano il tempo che trovano. E che a lungo andare siano dannose per il PD e per la sinistra".



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