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Attualità sabato 02 gennaio 2016 ore 13:48

Etruria, il ministero blocca i rimborsi selettivi

Il nuovo istituto di credito aveva aperto alla possibilità di indennizzare 683 piccoli risparmiatori che avevano investito il 50% del loro patrimonio



ROMA — La doccia fredda è arrivata da Roma, direttamente dal ministero dell'Economia e delle Finanze. L'agenzia Ansa ha citato fonti interne a via XX settembre secondo cui il ministero non vedrebbe di buon occhio l'iniziativa della good bank nata sulle ceneri di Banca Etruria, che avrebbe pensato di indennizzare a proprie spese una piccola parte di obbligazionisti messi in ginocchio dal decreto salvabanche del governo.

Secondo il ministero infatti prima di tutto andranno definiti i criteri con cui verranno concessi i rimborsi a livello generale, dopodiché gli indennizzi arriveranno in sede di arbitrato.

La legge concede 90 giorni all'esecutivo per determinare questi criteri ma, assicurano da via XX settembre, il teso sarà pronto prima.

Difficile dunque che, in questa fase, le banche possano anticipare di tasca loro i soldi. Eppure il numero uno della neonata Banca Etruria, Andrea Nicastro, aveva aperto alla possibilità di indennizzare 683 dei circa mille risparmiatori che hanno investito meno di 100mila euro, puntando il 50% del loro patrimonio sulle obbligazioni subordinate.

Un'ipotesi che aveva suscitato l'applauso delle associazioni dei consumatori, seppur con riserva. "Pur apprezzando l'apertura a parziali rimborsi, anticipati da Banca Etruria prima dell'entrata in vigore dei regolamenti attuativi delle elemosine arbitrali - hanno scritto in una nota i vertici di Federconsumatori e Adusbef - ritengono tali annunci piccoli espedienti sia per arginare le proteste itineranti dei risparmiatori, che il 4 gennaio 2016 saranno a Jesi, sotto la sede di Banca Marche, che evitare la fuga massiccia dei depositi. Le proteste di piazza ed i ricorsi giudiziari, non si fermeranno fino a quando non ci saranno rimborsi integrali per tutti i derubati, da Bankitalia e dallo Stato".

Il Codacons ha invece invitato i risparmiatori a proseguire lungo la strada del ricorso al Tar.

"Tutti i risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife - ha spiegato Carlo Rienzi in una nota - possono aderire entro il prossimo 11 gennaio al ricorso collettivo per contrastare la legge sul bail-in, attraverso la pagina pubblicata sul sito www.codacons.it. Lo scopo è quella di portare l'assurda legge dinanzi la Consulta e ottenerne l'annullamento per manifesta incostituzionalità"



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