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martedì 13 novembre 2018

Politica sabato 20 ottobre 2018 ore 00:05

Leopolda 9, la contromanovra di Renzi

Duemila persone alla serata inaugurale della nona edizione dell'evento renziano "Ritorno al futuro". L'ex premier: "Governo di cialtroni"



FIRENZE — Gli organizzatori parlano di ottomila iscritti e cinquemila presenze in sala già dalla prima sera, insomma, di record di affluenza (come tutti gli anni, del resto), e in effetti la platea dell'ex stazione ferroviaria di Porta a Prato è gremita per la serata inaugurale della nona edizione della Leopolda, la tradizionale tre giorni renziana che ha preso il via ieri sera e che nel corso degli anni si ripete scadenzando tutte le tappe della storia politica di Matteo Renzi: ascesa, culmine, discesa e poi chissà.

Titolo: "Ritorno al futuro", con il palco allestito con scenografie a tema del film di Zemeckis e tanta voglia di riscatto per l'ex premier ed ex segretario del Pd, ridimensionato a senatore semplice dopo le bastonate elettorali che, una dopo l'altra fino alle ultime politiche, hanno fatto precipitare il Pd al 18 per cento, minimo storico dei consensi.

Ma Matteo Renzi non vuole parlare del Partito democratico, anzi, nelle interviste pre-kermesse auspica un ulteriore rinvio del congresso annunciato per il prossimo febbraio. Un nuovo segretario per il principale partito di opposizione non è, a suo avviso, una priorità.

E in questo primo faccia a faccia con il pubblico dei fedelissimi della Leopolda - età media, come sempre, parecchio elevata - sceglie di presentare insieme a Pier Carlo Padoan la 'sua' contromanovra.

"Stiamo rischiando l'osso del collo - dichiara Renzi - questo è un governo di cialtroni".

E giù con i sei punti della contromanovra, definita "un esercizio civile alla luce dell'esperienza maturata": tagli alle tasse (imposta di registro, Irap), una misura una tantum di quattro miliardi per finanziare le opere di messa in sicurezza idrogeologica di Casa Italia, estensione dell'assegno universale per i figli anche ai lavoratori autonomi.

E a chi gli chiede il perchè di una proposta alternativa alla manovra del governo giallo-verde, peraltro presentata una settimana dopo quella elaborata dal Pd, Renzi risponde un po' seccato: "Questa non è una proposta alternativa semplicemente perchè il Pd non ha presentato una contromanovra ma un suo programma di bilancio. Noi la condividiamo ma qui non siamo nella sede del partito. Qui ci sono un ministro e un premier che per anni hanno cercato di rassicurare i mercati". 

Frase che sa un po' di supercazzola con sfasamento spazio-temporale. Ma in fin dei conti è il minimo che possa succedere, alla Leopolda del ritorno al futuro.



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