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Attualità Giovedì 19 Marzo 2026 ore 16:15
Cerca asparagi ma trova una lapide di 2mila anni

Un incredibile ritrovamento nelle campagne livornesi: il reperto si trovava immerso in acqua. A recuperarlo sono stati i Vigili del fuoco
LIVORNO — Si trovava in campagna per raccogliere asparagi, ma alla fine ha trovato un tesoro ben più grande. Un ritrovamento del tutto inaspettato quello fatto da Roberto Tessari, ex Vigile del fuoco di Livorno e membro del Gruppo Archeologico Paleontologico della stessa città, che nei giorni scorsi si è imbattuto casualmente in una lapide funeraria di epoca romana.
Una scoperta immediatamente segnalata da Tessari alla Soprintendenza per le province di Pisa e Livorno, che tramite la dottoressa Lorella Alderighi ha riconosciuto la lapide in pietra come perfettamente integra nell'epigrafe, nonostante qualche mancanza in due angoli della cornice.
Ottime condizioni, comunque, visto anche che ill reperto si trovava immerso nell’acqua, scivolato dall’argine probabilmente a causa delle continue piogge di Gennaio e Febbraio. Il recupero, visto il peso della lapide e il luogo impervio, ha richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco di Livorno. Attualmente, la lapide si trova alla Soprintendenza, in attesa della pulitura della superficie e della eventuale esposizione.
Come spiegato dalla stessa Soprintendenza, si tratta di una lapide funeraria romana, alta 29 centimetri e larga 45. Le lettere dell'iscrizione, databile probabilmente al II secolo dopo Cristo, sono capitali, ben allineate su tre righe e incolonnate. Verosimilmente, la lapide doveva essere inserita in un monumento funerario dedicato alle tre persone citate. II nome gentilizio qui citato per i personaggi maschili (Titus Anconius Severus, Anconius Priscus) e la figura femminile (Sabinia Severa) non appartengono a personaggi noti e solo per la prima figura maschile è citato il praenomen; mancano inoltre per i maschi i patronimici e la tribù di appartenenza e il gentilizio è copiato sul nome di una città (Ankòn/Ancon); sono tutti fattori che potrebbero indicare lo status di liberti, ovvero persone liberate dalla condizione di schiavitù.
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