Questo sito contribuisce alla audience di 
Toscana Media News quotidiano online.
Percorso semplificato Aggiornato alle 15:30 METEO:FIRENZE17°  QuiNews.net
Toscana Media News - Giornale Online
Venerdì 13 Marzo 2026
Tutti i titoli:
corriere tv
Sinner spazza via Tien in poco più di un'ora a Indian Wells: i colpi più belli del match
Sinner spazza via Tien in poco più di un'ora a Indian Wells: i colpi più belli del match

Attualità Venerdì 13 Marzo 2026 ore 14:00

Nei depositi degli Uffizi spuntano reperti inediti

Riportati alla luce 164 reperti tra statuette, vasi e bronzetti. Si tratta di una collezione sequestrata dall'ufficio recuperi nel secondo dopoguerra



FIRENZE — Alcune casse di "materiale archeologico non inventariato" sono state scoperte all'interno dei depositi delle Gallerie degli Uffizi. Al loro interno, 164 reperti tra statuette, vasi e bronzetti che non erano stati inventariati.

La riscoperta, descritta in un articolo apparso direttamente sul magazine degli Uffizi, riguarda una collezione probabilmente oggetto di una confisca dell'ufficio recuperi guidato da Rodolfo Siviero dopo la Seconda guerra mondiale. Quest'ultima è riemersa dai depositi durante la pandemia del 2020, quando il Museo stesso incaricò alcuni dipendenti di fare dei controlli.

Come detto, tra i 164 reperti ci sono manufatti in terracotta, 111, sette piccoli vasi, 38 lucerne fittili e otto bronzetti egizi, coprendo dunque un arco cronologico che va dalla tarda età dinastica egizia fino all'epoca paleocristiana. Il nucleo più consistente di reperti è costituito dalle statuette fittili, accomunate dalla policromia nelle rappresentazioni di divinità come Afrodite, Nike, Atena, Iside e Serapide.

Le ricerche sulla storia conservativa dei reperti hanno portato gli studiosi a collegare i reperti al medico tedesco Max Reich, residente a Merano negli anni della Seconda guerra mondiale. Dopo la sua morte, la collezione fu confiscata nel 1947 da Siviero e poi trasferita a Roma. Una parte dei materiali fu esposta alla Seconda Mostra nazionale delle opere recuperate dalla Germania nel 1950 a Palazzo Venezia e nel 1952 a Palazzo Vecchio.

Dalla ricostruzione emerge inoltre che, dall'inventario del 1949, risultavano oltre 300 opere: i reperti rimasti agli Uffizi coincidono con quelli esposti nelle mostre, mentre un'altra parte della collezione risulta mancante. Per questo, spiegano dagli Uffizi, sono in corso le ricerche anche in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio culturale.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno