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Attualità Venerdì 16 Gennaio 2026 ore 18:30

Dagli scavi affiorano le terme del Neolitico

Foto di: Ministero della cultura

Le indagini nell’area del Bagno dei Frati hanno portato alla scoperta di un'antichissima struttura e di una falda di acqua termale finora sconosciuta



SORANO — Una struttura termale risalente al periodo Neolitico è stata portata alla luce nell’area del Bagno dei Frati, nel complesso termale di Sorano.

La scoperta è avvenuta durante una campagna di scavi, svolti sotto la direzione scientifica dell'archeologo Stefano Giuntoli e autorizzati dal Ministero della Cultura e tuttora in corso, dai quali  all’interno di una vasta cavità estesa per circa 320 metri quadrati e profonda fino a 3,60 metri, è emersa una struttura ellissoidale in travertino e tufo, con un ingresso a imbuto e gradini scolpiti nella roccia. Non solo, perché grazie agli scavi è stata scoperta anche una falda di acqua termale finora sconosciuta. 

Le analisi al radiocarbonio hanno datato la struttura tra il 4495 e il 4335 a.C. Una scoperta che, dunque, documentando quindi l'utilizzo delle acque termali già in epoca preistorica.

“Il Bagno dei Frati è un sito di straordinaria importanza scientifica – ha dichiarato l’assessore regionale alla cultura Cristina Manetti – perché offre nuovi e fondamentali elementi per la conoscenza delle frequentazioni umane in età neolitica e del rapporto tra le comunità antiche e le risorse naturali, in particolare le acque termali”. 

L'assessora ha voluto poi sottolineare come i risultati delle ricerche, oltre ad aprire nuove prospettive di studio, rappresentino anche un’opportunità di crescita per il territorio. “La nostra  - ha aggiunto- è una terra che continua a sorprendere e ogni scoperta arricchisce un patrimonio culturale unico, che va tutelato e valorizzato con responsabilità e visione”.

La direzione scientifica degli scavi, come detto, è affidata a Stefano Giuntoli, affiancato da Domenica Palmieri e Francesco Zabban nella vicedirezione e in collaborazione con il geologo Fabio Lorenzi. Gli scavi, tuttora in corso, avvengono sotto la supervisione della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.


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