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Politica mercoledì 04 settembre 2019 ore 13:05

Patto Pd-M5S, la Toscana non è Roma

Il sì di Rousseau al governo giallorosso non smuove i Cinque Stelle toscani. Giannarelli: "Sentiremo gli iscritti se non andremo al ballottaggio"



FIRENZE — A Roma è un conto, in Toscana è un altro. "Alle elezioni regionali chi vince governa a differenza di quanto avviene per il Governo nazionale", dice a QuiNews Toscanamedia il capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli a metà di una giornata iniziata prestissimo, sulla scia del risultato schiacciante ottenuto ieri dal 'sì' della base pentastellata al governo Pd-M5S sulla piattaforma Rousseau. 

La conseguenza è che, mentre a Roma si continua a trattare su liste di ministri e posti nel nuovo esecutivo giallorosso guidato di nuovo da Giuseppe Conte, in Toscana il giallo e il rosso restano destinati a non mescolarsi in vista della tornata elettorale del 2020 che decreterà il nuovo governo regionale: "Noi non faremo alleanze per le elezioni regionali - ribadisce Giannarelli - siamo e rimaniamo una forza politica alternativa, forte della differenza che fino a oggi abbiamo fatto. Mi riferisco ad esempio alla geotermia, all'acqua pubblica e alle commissioni di inchiesta che sono state aperte: tante così non se ne erano mai viste. Insomma mi riferisco ai temi". Quelli su cui, ci tiene a precisare, è stato chiaro a Roma anche Luigi Di Maio: "E' un'alleanza parlamentare sulle tematiche per continuare quello che stavamo facendo prima della crisi di governo". 

Sta di fatto che il voto di ieri sulla piattaforma Rousseau che ha detto sì al governo con quel Pd che sempre era stato visto come l'ultimo (se non impossibile) degli alleati, costringe a rivedere gli equilibri tra le forze politiche anche a livello regionale o quantomeno a rimettere i puntini sulle "i" di quelli che sembravano paletti inamovibili, come appunto le alleanze. La partecipazione al voto sulla piattaforma, che secondo quanto riportato da 'Wired' non è ha battuto il record "storico" reclamato da Casaleggio (quello appartiene ancora all'Estonia con i suoi 247.232 elettori digitali il 3 marzo 2019), resta comunque una possibilità anche in Toscana? "Sì, ma non per le alleanze elettorali - spiega Giannarelli - noi faremo di tutto per arrivare al ballottaggio, ma se non dovessimo arrivarci, allora sentiremo i nostri iscritti sulle eventuali indicazioni di voto". 

E i candidati? "In autunno avremo i nomi, ora stiamo lavorando alla riorganizzazione del Movimento Cinque Stelle per poter essere pronti al lavoro che ci aspetta". 

In realtà un nome, oltre a Giannarelli pronto a candidarsi di nuovo, in via non ufficiale, nelle ultime settimane è venuto fuori ed è quello di Filippo Nogarin, ex sindaco di Livorno che ha mancato l'obiettivo del seggio al Parlamento Europeo e che a quanto pare molti sostenitori del Movimento Cinque Stelle non disdegnerebbero a palazzo Strozzi Sacrati. Come pure altri non escludono nemmeno che possa essere una donna a correre per la guida della Regione. In ogni caso saranno le "regionarie" e dunque gli iscritti al Movimento ad avere l'ultima parola sulla piattaforma Rousseau che ieri è stato uno degli 'hashtag' più digitati sul web. 



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