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lunedì 16 settembre 2019

Attualità mercoledì 14 giugno 2017 ore 14:30

Vola l'export del Pecorino Toscano Dop

Il Consorzio di tutela ha presentato i dati del 2016 e di inizio 2017: il consumo del formaggio toscano si consolida in Italia e cresce all'estero



FIRENZE — Il Pecorino Toscano Dop piace sempre di più all'estero, soprattutto in Germania, Svizzera e Stati Uniti, e consolida le vendite in Italia. Tra tenero e stagionato, nel 2016 ne sono state vendute oltre 1 milione e 125mila forme, su una produzione di oltre 1 milione e 500mila, generando una fatturato di 24,2 milioni di euro per i produttori (+2,02% rispetto al 2015) e di oltre 50 milioni di euro al consumo.

A confermare la positività di questi dati, resi noti il 14 giugno dal Consorzio tutela Pecorino Toscano Dop in Regione Toscana, è anche il trend di produzione raggiunto nei primi quattro mesi del 2017, superiore del 2,77% rispetto allo stesso periodo del 2016. Ma, come detto, a spiccare il volo è stato il fatturato derivante dall'export, cresciuto del 28,64% nel giro di un anno fino a toccare quota 11 milioni di euro al consumo.

Il pecorino toscano piace in particolar modo in Europa, dove l'incremento delle vendite è stato del 26%. Ne vanno ghiotti i tedeschi, che ne mangiano il 9,61% di quanto esportato, per non parlare di svizzeri (13,34%) e statunitensi (28,59%). Le altre fette di mercato estero sono ben rappresentate dai belgi (7,1%), seguiti da finlandesi (6,37%), britannici (5,09%), olandesi (3,75%) e austriaci (3,51%). Ma il Pecorino Toscano DOP viene esportato anche in Australia, Oceania e Asia.

Il Consorzio raggruppa 17 caseifici, che nel 2016 hanno lavorato qualcosa come 34 milioni e 156mila litri di latte proveniente da 870 allevatori, 245 dei quali direttamente associati. L'impegno del Consorzio è quello di garantire sempre un prodotto di qualità, anche attraverso continui controlli ispettivi, nonché la promozione dello stesso in manifestazioni nazionali e internazionali.

“Il Consorzio - ha spiegato il direttore, Andrea Righini - punta a migliorare la qualità del latte e alla possibilità di contare su una maggiore quantità di materia prima per soddisfare l’intera domanda del mercato. Per questo siamo in contatto con istituti di ricerca regionali, cominciando dalla Scuola Sant’Anna di Pisa e dalle Università di Pisa e Firenze, partendo dal benessere delle pecore con innovazioni nei sistemi di allevamento e alimentazione”.

Insieme a Righini, hanno partecipato alla presentazione dei dati Carlo Santarelli, presidente del Consorzio tutela Pecorino Toscano Dop, Marco Remaschi, assessore regionale toscano all'agricoltura, e Leonardo Marras, consigliere regionale.



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