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mercoledì 17 luglio 2019

Attualità giovedì 17 aprile 2014 ore 12:55

Smaltimento della Concordia, Turchia o Italia?

Il ministro Galletti ribadisce: un porto italiano per la demolizione. Ma in Turchia costerebbe 40 milioni di dollari contro i 200 di Civitavecchia



ISOLA DEL GIGLIO — Smaltire la Costa Concordia in Turchia costerebbe 40 milioni di dollari contro i 200 milioni chiesti dal porto di Civitavecchia, richiesta peraltro definita 'fuori mercato' dal capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli in un'audizione alla commissione ambiente della Camera. Gli altri porti italiani, Piombino e Genova in primo luogo, hanno chiesto cifre intorno ai 100 milioni di dollari. ''Ma il porto di Piombino non ha bacino - ha precisato Gabrielli - mentre per quello di Genova c'è il problema del trasferimento: la distanza fra l'isola del Giglio e Piombino si copre in un giorno, quella fra il Giglio e Genova in cinque''.
Attualmente in Europa il paese piu' attrezzato è la Norvegia, troppo distante per essere presa in considerazione per l'operazione Concordia.
Gabrielli ha ribadito che il governo italiano auspica che lo smantellamento avvenga in un porto italiano. ''I costi pero' li deve pagare la Costa - ha detto - che è sempre una società privata che puo' andare a gambe all'aria''. Secondo Gabrielli la parte pubblica non potrebbe mai sostenere i costi della demolizione. ''Quando a febbraio temevo che la Costa non reggesse - ha raccontato Gabrielli - chiesi all'allora presidente del Consiglio di mettermi a disposizione 300 milioni nel caso avessi dovuto esercitare il potere sostitutivo. Il pernacchione di risposta si è sentito fino a Londra''.
Il porto finale di destinazione della Concordia sarà comunque deciso entro maggio. Ad oggi tutta l'operazione è costata alla compagnia armatrice un miliardo e 100 milioni di euro.
Gabrielli ha anche ricordato che in Turchia vengono smaltite da 25 anni le navi militari italiane. E proprio il porto di Piombino, una volta conclusi i lavori di ampliamento attualmente in corso, è candidato a diventare il polo di riferimento per la demolizione delle imbarcazioni della Marina militare italiana dopo un recente incontro fra il presidente della Regione Enrico Rossi e i rappresentanti dei ministeri competenti.
Il ministro all'ambiente Gian Luca Galletti ha ribadito che la Concordia deve comunque essere smaltita in Italia. ''La tragedia è avvenuta nel nostro mare, abbiamo avuto vittime e danni ambientali ed economici - ha dichiarato il ministro - E' giusto che si chiuda il cerchio: dallo smaltimento della Concordia devono nascere opportunità economiche e posti di lavoro''.
Sulla stessa linea il governatore Rossi. ''Sullo spostamento della Concordia è prioritaria la valutazione di impatto ambientale - ha detto il governatore - in Turchia costa meno ma la Turchia è lontana e, per quello che si sa, smantellano le navi non nel rispetto dell'ambiente. Se la Turchia ci fa correre questi rischi, la soluzione non puo' essere che Piombino o Genova. Il porto di Piombino sarà pronto per settembre. La Concordia deve essere portata via il prima possibile ma senza intrecciaresi con il clou della stagione turistica''.



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