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Attualità mercoledì 25 febbraio 2015 ore 17:52

Apuane e cave, Rossi presenta il 'suo' emendamento

Servizio di Elisabetta Matini

Il governatore ha presentato a nome della giunta e della maggioranza la riscrittura di due articoli del Piano del paesaggio e la legge sulle cave



FIRENZE — Dopo molti giorni di polemiche infuocate intorno al piano regionale del paesaggio che la maggioranza in consiglio regionale conta di approvare a marzo, il governatore Enrico Rossi ha presentato oggi, a nome della giunta regionale e della stessa maggioranza, un nuovo emendamento al testo originale predisposto dall'assessore all'urbanistica Marson.

In pratica si tratta della riscrittura di un paio di articoli incentrati sulle attività estrattive che, sono parole sue, "vuol tenere insieme lavoro, profitto e bellezza". 

"Al di là delle letture iperpoliticiste dare finora a ogni questione - ha detto Rossi - tenendo dritta la barra sul merito delle questioni abbiamo fatto ciò che dovevamo, da sinistra".

Nell'emendamento viene confermata la piena tutela del paesaggio sopra i 1200 metri, si dà il via libera alle richieste di ampliamento all’interno dei perimetri già autorizzati fino al 30 per cento per tre anni, si consentono le riaperture solo per operazioni di ripristino ambientale, si istituisce una commissione regionale per autorizzare interventi sostanziali come aprire nuovi fronti di cava, ingressi o gallerie. 

Ma prima del Piano del paesaggio il consiglio deciderà su un’altra legge specifica sulle cave, finalizzata ad ampliare la filiera del marmo incentivando nuovi investimenti degli imprenditori. Come? Prorogando la concessioni da 7 a 9 anni a quelle aziende che entro 2 anni presenteranno un piano industriale che contempli nuova occupazione proprio nelle attività di lavorazione della materia prima. 

Fra le altre novità la ricostituzione del corpo regionale delle miniere proprio per vigilare sul rispetto delle concessioni. 

"Nei prossimi giorni discuteremo l'emendamento con la commissione consiliare - ha detto Rossi - e probabilmente potranno esserci altri cambiamenti ma credo profondamente nel piano del paesaggio e nella portata innovativa di questa strumento".

"So di aver deluso sia chi voleva chiudere le cave sia coloro che volevano che tutto restasse com'è adesso - ha concluso il presidente della Regione - Ma il nostro dovere è quelle di regolare la materia e fare in modo che si esca dalla discrezionalità.  Preferisco che chi invece gradiva fare ciò che voleva stia all'approvazione".

Enrico Rossi - dichiarazione integrale


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