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domenica 16 giugno 2019

Attualità giovedì 06 ottobre 2016 ore 10:11

Carolina sbranata nell'attacco dei lupi

Una capra di razza apuo garfagnina è stata divorata durante l'assalto al suo gregge a Guadine. Il pastore Rolando Alberti: "Mai visti lupi quassù"



MASSA CARRARA — Allarme rosso per gli attacchi di lupi sul versante massese delle Alpi Apuane. Stavolta la denuncia arriva dal parstore-letterato di Guadine Rolando Alberti: “Un lupo mi ha portato via la mia Carolina. Non si erano mai visti quassù”. 

Alberti, molto conosciuto per i suoi formaggi stagionati in grotta ma anche e per la sua passione per la poesia, governa un gregge di 120 capi di capra di razza apuo-garfagnina. Le pecore pascolano da sempre allo stato brado nella sua zona tra le alture delle Gobbie per molte ore al giorno. 

“Ho subito capito che qualcosa non andava - racconta - Ho sentito ululare e sono andato a vedere. Il gregge era sparpagliato ed impaurito. Non ho più visto Carolina: una delle pecore a cui ero più affezionato. Ho ritrovato quello che rimaneva poco dopo. Altre due capre mancano ancora all’appello: a questo punto ho perso la speranza”. 

Coldiretti, che denuncia la vicenda, lancia a questo punto un nuovo allarme per la presenza dei predatori sulla montagna. Poco più di un mese fa l'associazione era anche scesa in piazza, di fronte alla sede della Regione Toscana, per protestare contro la mancata applicazione della legge anti-ungulati e contro il ritardo dell’applicazione del piano di gestione del lupo approvato a livello nazionale. Secondo la principale organizzazione agricola negli ultimi anni gli attacchi dei lupi sono raddoppiati: a marcare il passo è proprio la Lunigiana, in particolare nei territori di Zeri, dove le predazioni sono frequenti e gli allevatori impotenti.

Nel solo 2015 sono stati individuati 109 branchi di lupi per un totale di 600 animali. Lo scorso anno sono state 25 le domande di indennizzo in seguito ad attacchi di lupi presentate dagli allevatori apuo-lunigianesi per un ammontare di quasi 40mila euro di danni, poco meno del 10 per cento dei risarcimenti erogati a livello regionale.

“Gli agricoltori – ha detto Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti Massa Carrara - non devono fare solo i conti con cinghiali, daini, caprioli, storni e mufloni, devono anche difendersi dai lupi, canidi ed ibridi sempre più a loro agio anche in presenza dell’uomo. Gli attacchi sono all’ordine del giorno ma le risposte sono inefficaci”. 

“Il rimborso dei danni può essere solo una misura provvisoria; occorre iniziare a gestire il fenomeno per controllarlo e mettere in sicurezza gli allevamenti, che, diversamente, sono destinati a chiudere. A livello nazionale – ha aggiunto ancora Tongiani - è stata definita una proposta di piano di gestione del lupo. E’ necessario accelerare l’approvazione del provvedimento che dovrebbe prevedere strumenti e modalità più efficaci per difendere gli allevamenti dagli attacchi degli animali predatori”. 

C’è poi la questione del regime di indennizzi de minimis in base al quale ad ogni impresa agricola non possono essere corrisposte, nel corso di un triennio, somme superiori a 15.000 euro: si tratta di una cifra che in molti casi risulta del tutto insufficiente a risarcire il danno che le imprese subiscono per la distruzione del prodotto e per la perdita degli animali allevati. “Gli indennizzi – ha spiegato  Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Massa Carrara - non compensano una serie di danni strettamente connessi alla perdita di prodotto; l’indennizzo è calcolato sul prezzo del prodotto agricolo standard che non tiene conto né della qualità e specificità del prodotto, né del valore aggiunto che l’impresa avrebbe realizzato con la trasformazione e commercializzazione, né della perdita di clientela e di spazi di mercato”.



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