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mercoledì 18 ottobre 2017

Cronaca giovedì 20 aprile 2017 ore 16:11

Schettino, il pg chiede una pena più pesante

Prima udienza in Cassazione per il naufragio della Concordia al Giglio. Il procuratore generale durissimo contro l'ex comandante. Verdetto a maggio

ROMA — Si sposta in Cassazione il procedimento giudiziario a carico dell'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, già condannato in primo e secondo grado a 16 anni e un mese di reclusione per il naufragio in cui, il 13 gennaio 2012, morirono 32 persone nelle acque antistanti all'isola del Giglio.

Nel corso della prima udienza davanti alla Cassazione il pg Francesco Salzano ha chiesto la conferma della condanna in appello per omicidio colposo plurimo e l'accoglimento della richiesta della procura della Corte di appello di Firenze di configurare per l'ex comandante l'aggravante della colpa cosciente. Qualora la Corte di Cassazione accogliesse questa richiesta, dovrà tenersi un processo di appello bis con il rischio per Schettino di essere condannato a una pena più pesante.

"Quello della Concordia è stato un naufragio di immani proporzioni, connotato da gravissime negligenze  e macroscopiche infrazioni - ha detto il pg - Non è possibile concedere attenuanti al comandante: già pochi minuti dopo l'urto sugli scogli, Schettino era consapevole della falla in sala macchine ma non inviò il relativo segnale di falla all'equipaggio per far scattare l'ammaina-scialuppa e mettere subito in salvo i passeggeri".

Il pg ha poi sottolineato che "Schettino, contro tutte le regole di navigazione, ha comandato una rotta improvvisata senza conoscere i fondali, dopo di che ha messo in atto una manovra disperata con ordini impartiti così velocemente al timoniere che nemmeno lui capiva".

La difesa di Francesco Schettino ha invece chiesto ai giudici di proiettare in aula nel corso della prossima udienza un video girato dallo stesso Schettino o comunque nelle sue disponibilità che dimostrerebbe che il transatlantico non fu abbandonato la notte del disastro. I giudici si sono riservati di decidere.

Il verdetto è atteso per il 12 maggio.

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